domenica 31 maggio 2020

IL CONFESSIONALE

IL CONFESSIONALE

Svogliato come ogni domenica mattina, mi sono svegliato controvoglia, accompagnato da quella sana pigrizia che non mi stanca mai.
L'andamento lento dei miei passi non è al passo dei miei pensieri veloci, feroci e veraci.
Mi accorgo che è comparsa sulla mia pelle una nuova voglia che cambierà, spero, il corso della giornata. Mi svesto del ruolo da comparsa e riprendo quell'abito da protagonista dei miei gesti che più mi si addice.  Scomparso dalla torre di controllo per un giro di ricognizione, mi aggrappo, incosciente, a grappoli di parole... Senza groppi in gola.
E così mi è caduto l'occhio sulla penna e, strabico di visioni sempre immaginarie, ho trasformato quella foglia morta di una vecchia stagione in un foglio vivente. Di un nuovo presente che ho cambiato... del suo essere naturale ne ho fatto il mio avere più prezioso.
Non servivano argomenti arguti per far nascere un nuovo buongiorno. Spento da una mia volontà sincera di chiudere un armadio fatto da mentite spoglie e che, ora, ha messo a nudo quella voglia matta di continuare.
Bastava quella semplice scusa che ha perdonato i miei giorni passati, fatti di scritture per me sacre.
Oggi però ho voluto profanare quel tabù ormai sopito, perchè avevo un gran bisogno della mia tribù del solito saluto.
Ed eccomi qua nel dolce risveglio di vecchi ricordi assonnati, sognanti di accordi quotidiani e toccanti di quelle giuste corde; di cinque dita che battono un tempo ancora fuori tempo.
Nasce così questo nuovo buongiorno concepito nel bisogno, tutto mio, di nuovi giorni, buoni da gustare pienamente. Semplicemente vivendo.
Ho messo sulla porta un fiocco arcobaleno per annunciare il lieto evento.
Non importa se il vento dell'oblio scioglierà nuovamente questo nastro.
Mi basterà riavvolgerlo per far rinascere nuovamente questa mia voglia di stare insieme a voi.

Buona giornata

sabato 23 maggio 2020

STRAGE DI CUORI

Buongiorno amaro, buongiorno di speranza. Buongiorno avaro di ricordi in latitanza. Ricordi sfumati, di nero fumo e macerie. Detriti arroventati di vetri rotti e lamiere. Programmi interrotti da straordinarie edizioni. Immagini mute e sgomenti da cattive intenzioni. Parole rotte da lacrime amare ed incredula rabbia. Silenzi assordanti nelle urla evasive di una dorata gabbia. Quel rosso bottone che ha attaccato uno Stato fuori moda. Campando per aria sogni infranti di giustizia, lasciati fermi in coda. Qualcuno ha firmato, senza condizioni, una triste resa. Ma non fermeranno la nostra voglia di rivincita che non si è mai arresa. Il vostro sacrificio non suonerà invano, mai umano né di scorta. Esempio immortale di una limpida morale, per un'Italia dalla memoria un po corta. Da lassù, oggi, riderai sotto i tuoi baffi delle nostre smemorate contraddizioni di sporche coscienze, lavate solo con neutri saponi. La tua è stata una lunga missione, spezzata da una vera ingiustizia. Ma è il cognome che porti ti fa volare alto sopra ogni vuota giustizia. Sei Falcone, sei libero, sei un eroe, sei Giovanni. Sei un albero, sei un'icona, sei la gioventù dei nostri vecchi anni. Quello di oggi è un tributo che pago molto volentieri. Mai pago e sazio di verità, vorrei far luce su quell'oscuro ieri. Ma da solo, piango e pianto per te una rosa. Solo tutti insieme, però, dovremmo ridere, calpestando quell'orribile Cosa. Mai Nostra. Ne saremo mai CAPACI?

venerdì 15 maggio 2020

IL GIOCO DELLE COPPIE

IL GIOCO DELLE COPPIE

Esci da questo corpo!
Non spaventatevi... non sto facendo un esorcismo... sto solo cercando di esorcizzare un dolore, figlio illegittimo di una paura di tornare ad amare in maniera totale. Anima e corpo appunto.

Ci sono corpi estranei che vogliamo subito rimuovere dai nostri occhi per tornare alla vista, mare possibilmente. E poi ci sono corpi estranei che dal mare arrivano e qualcuno vorrebbe eliminare dalla propria vista.
Ma non voglio "legare" il senso di questo buongiorno e buttarlo nel mare nero della politica.
C'è già qualcuno migliore di me che parla e mente, nel suo essere politicamente scorretto.
Quello di oggi, è un inno per tutti i corpi umani che si attraggono, si amano e si accorpano in un tutt'uno che difficilmente si potrà scorporare. L'importante è che sia una dolce lotta, corpo a corpo, per un'intima esibizione a corpi liberi. In questo gioco dell'amore non serve avere una corporatura perfetta, essere una guardia del corpo o essere un corpo diplomatico.
Anzi, sarebbe meglio non usare mai la diplomazia ed essere, a scelta, corpi celesti o del reato.

Zero regole, senza mai sentirsi in colpa e senza mai dare la colpa ai nostri sensi. Di colpa.
Già, i nostri sensi. Senza di loro, che senso avrebbe giocare insieme? Ognuno di loro fa la sua parte, in questa partecipazione sensazionale. Da sesto senso.
Sono cinque, come le dita che ci prendono per mano e ci portano sempre un pò fuori. Mano.
C'è l'udito che ci aiuta ad ascoltare parole sussurrate, sottintese in complici intese, solo per chi vuole intendere. Musica da camera per veri intenditori che hanno orecchie solo per le migliori intenzioni.
C'è la vista che ci fa guidare dritto, per non sbandare sulle curve del suo cuore e ci fa guardare dritto negli occhi il suo desiderio, senza bisogno di leggerlo. Che bello sarà quando una volta esaudito non si sarà ancora esaurito.
C'è l'olfatto che ci mette sotto il naso profumi che non saranno mai messi in vendita. Odori che si attaccano sulla pelle e su vestiti, lasciati qua e là che lasciano una scia di passione da sciame sismico.
C'è il gusto, quello pieno e saporito, di momenti serviti da un menù sempre alla nostra portata. Sarà facile ordinare tutti i gusti che il suo corpo ci offre. Dolce nelle sue curve e speziato di baci salati. Con quel pizzico di piccante che non deve mai mancare.
C'è infine il tatto che ci mette in contatto con quello fisico. Fatto con mani golose di carezze e audaci tocchi. Bisogna, però, averne di tatto per toccare con mano il piacere, frutto mai proibito di un fine pasto che ci ha saziati.
Il gioco dell'amore, fatto ed infinito verso una nuova prima volta, mi fa perdere comunque i sensi.
Ma è talmente sensibile e sensuale che non avrebbe nessun senso smettere di giocare.
Si può giocare ovunque; che sia fatto in casa o preparato in uno scenario esotico, l'importante è che abbia sempre un approccio erotico.
Unica raccomandazione importante... maneggiare con cura il proprio corpo e quello altrui, giocando sempre per il massimo piacere e mai per un triste dovere.

Buona giornata
  

  

martedì 12 maggio 2020

RABDOMANTE

RABDOMANTE

Ho sciolto ogni dubbio... e con loro anche tutti i nodi ai miei fazzoletti ancora umidi.
Ho slegato nodi allo stomaco, fatti di pugni e carezze e ho slacciato nodi in gola che stringevano cravatte troppo strette, per i miei gusti da sfilata fuori moda. Ho usurato un tempo troppo statico e adesso chiedo in prestito un tempo dinamico a quel cravattaro di un destino, ostinato e senza rimorso.
Per fortuna ho interessi diversi per ripagare quel debito che ho contratto, incapace, ancora oggi, di intendere ma, soprattutto, di volere.
Seccato per questo debito di riconoscenza, riconosco che, per colpa di qualcuno, la vita non fa più credito a nessuno. Ma credo che sia giusto provarci, per dare prova di una nuova maturità. Penso di avere voce in molti capitoli, ma con la gola in secca sarà difficile parlare... eppure ho ancora un sacco di cose da dire.
Prima però, devo dissetarmi con bottiglie di parole fresche e nuove, per riempire vuoti della mia mente e del mio stomaco. E così, fermo su due piedi, parlerò alla pancia, piena di farfalle che saliranno su, dritte al cuore.
Per fortuna, mi sono accorto di aver restituito solo quelle bottiglie che mi hanno lasciato un vuoto a perdere e ho tenuto tutte quelle che, con cautela, saranno prima vuote a rendere e poi colmate con tutta calma. Per loro, ho pagato la giusta cauzione e sono tornato in libertà. Sulle parole.
Adesso mi basta solo cercare una nuova fonte d'ispirazione. Ovviamente che sia attendibile e che non richieda troppa attesa.
Mi sono fidato anche questa volta del mio istinto che, ciecamente, mi ha condotto verso una nuova sorgente, fonte di approvvigionamento che non chiede provvigioni.
Sempre più assetato di sapere, ho ritrovato il mio fiume in piena, di parole e pensieri spensierati, mai secondi a nessuno, dai minuti mal contati, per ore esatte e veloci, di nuovi giorni in fase di aggiornamento.
All'inizio ho temporeggiato sul da farsi, ho preso tempo ma non ho perso tempo.
Mi sono ritrovato, giusto in tempo, per un nuovo appuntamento con la storia.
Giudice di me stesso, mi sono interrogato con nuove domande.
Non ho ottenuto tutte le risposte che volevo, ma avrò quella pronta se dovessi mai essere rimandato, con un nuovo debito. Nel frattempo, non rimando più al poi quei nuovi sorrisi che ho rimandato troppe volte. 
Buona giornata
  

OCCHI ROSSI

OCCHI ROSSI ...mi vengono in mente le parole di una canzone che ti piaceva tanto .. CHE RUMORE FA LA FELICITA?... beh, penso che in questo momento il silenzio della tristezza sia ancora più assordante, quasi impossibile da ascoltare. Non voglio scadere però nella semplice retorica, raccontando a voi qui presenti, della forza del nostro rapporto. Mi basta guardarvi negli OCCHI per leggere il ricordo indelebile di una persona speciale; quegli OCCHI che come i miei oggi sono lucidi, quegli OCCHI che non tradiscono i sentimenti, i tuoi OCCHI che diventeranno una nuova luce per qualcuno nel mondo. Non saprò mai a chi andranno i tuoi, ma li riconoscerò quando li rivedrò nel volto di uno sconosciuto e fortunato che rivedrà un mondo nuovo a forma di te! Ciao Dany... fai buon viaggio della vita...< Tuoi Max e Lollo

venerdì 8 maggio 2020

CANTICO

CANTICO

Finalmente libero di uscire allo scoperto, senza paura di essere scoperto, mi scopro di una coperta troppo corta, avido ed ingordo di nuovi occhi da incrociare.
Mi spruzzo sul collo un vecchio profumo di libertà, per fare innamorare quella vita lasciata a metà e senza spiegazioni, piegata su se stessa dal dolore, ma non ancora spezzata del tutto.
Mi lascio guidare da gambe impazienti che fanno da spalla a pensieri di nuovo in disordine.
La destinazione è ignota ma non ne ho paura. Il paesaggio è la mia carta d'identità, la bicicletta è la mia patente, il cielo è il mio passaporto ed il sole è il mio Stato.
Pedalo nel vento, contrario alla sua direzione, contro una corrente che insegue il suo corso e corsara di tesori perduti.
Ho alzato polvere di terra dietro di me ma non l'ho fatta mangiare a nessuno. Sorrido sotto un cielo azzurro, stanco di una distanza percorsa e sconosciuta, misurata, fino ad ieri, da stanze stanche e cieli bianchi, conosciuti fin troppo.
Penso che sarebbe meglio fermarsi anche se ho il verde, di un prato tutto intorno a me.
Questa volta voglio dare la precedenza a tutte le cose che mi fanno stare bene e che, in precedenza, ho accantonato troppe volte. Come un accattone, ho elemosinato spiccioli di felicità che ho speso subito, senza essermi speso troppo. Che strano... eppure non mi sono mai risparmiato.
Devo fare tesoro di tutti i miei errori, che continuerò comunque a fare perchè, grazie a loro, ho sbagliato sempre meno. Ma sarebbe un grave errore non commetterli più. E comunque non è il mio caso, perchè sbagliare mi viene sempre nella maniera più giusta e naturale.
Naturale, come l'orizzonte che in questo momento mi sta abbracciando e non mi vuole lasciare andare. Gli sussurro che mai lo lascerei, ma sarebbe meglio lasciarsi andare ed ascoltare le parole che non ci siamo mai detti.
Perduto, l'orizzonte mi lascia un'altra possibilità e va a cambiarsi d'abito per una sera imminente.
Ormai solo, mi incanto ancora nell'ascoltare il suono del canto di questa natura incontaminata. Ho rischiato, però, di contaminare la scena, con un'oscena rappresentazione dei miei pensieri minati.
Ma la grande bellezza della natura è propria della sua natura... dolce, accogliente e mai vendicativa. Infatti, ha colorato il mio volto, dipinto di nuovo con un verde di spighe, un giallo di girasoli ed un rosso tramonto. Riprendo la corsa e pedalo verso casa, lasciandomi alle spalle una natura più viva che mai; riuscita ancora una volta a bonificare il mio spirito, ieri inquinato da lacrime versate e a proteggere la bontà del suo terreno dalle mie scorie mentali che, vigliaccamente, volevo sversare.

giovedì 7 maggio 2020

NEL NOME DEL PADRE

NEL NOME DEL PADRE

Te ne sei andato via troppo presto, in un nuovo giorno che tardava a venire.
Come quell'alito di vento leggero che profuma di fresco in giornate torride di sole, ma dal sapore terribile di pioggia.
Ci hai lasciato pur sapendo che non ti avremmo mai lasciato, solo. Non ti sei mai lasciato andare, perchè noi non ti abbiamo mai lasciato partire. Hai lasciato perdere solo perchè a te piaceva vincere. Facile, mai.
Non ti sei mai dato per vinto, sempre convinto che la partita andava comunque giocata. Hai rispettato le regole del gioco della vita, anche quando quella vita andava regolata perchè faceva troppo gioco.
Arbitro di 1000 battaglie e dirigente di orchestre sudate di agonismo. Sempre in difesa per il colore di una maglia e pronto al calore di un attacco, di un figlio attaccante con i suoi tacchetti bassi.
Dentro il campo sventolavi cartellini e bandierine di ogni colore, neanche fossi un manifestante in un corteo. Ma era ancora l'ennesima sfilata di una partecipazione di un torneo.
Oltre la rete avevi occhi a tutti campo, parole mai campate in aria e urla da campione. Del mondo.
Ti vedo, ancora una volta, arrivare con il tuo marsupio intorno al collo e aspettiamo insieme, nell'attesa di un post partita, i nostri ragazzi, amici di braccia intorno al collo, con i loro capelli sempre un po umidi delle loro sane risate. Con le lacrime.
Quelle che oggi scendono amare dai nostri occhi, perchè tutto il dolce è racchiuso nel sapore del ricordo di chi è rimasto.
Hai lasciato un'eredità, mai arida di amore verso i tuoi eredi. Hai scritto sulla pelle i loro nomi, che loro porteranno fieri ed orgogliosi, da qui all'eternità. Da oggi, i tuoi cari avranno una seconda pelle, impermeabile al dolore, perchè quello vero lo stanno già provando sulla loro pelle.
E anche tra di noi, ci siamo piaciuti subito. Sarà stata una questione di pelle.
La tua vita è passata veloce in un gioco di squadre.
Sei partito in maniera Fulminea, hai cambiato, rischiando e valutando i contro, ma soprattutto i Pro. Hai continuato a giocare insieme a noi, anche se la vita, crudele, ti ha messo subito fuorigioco.
Ma la nostra squadra, quella del Paradiso, non rispetta le regole non scritte... abbiamo preso a calci un destino e ti abbiamo riservato un posto d'onore in tribuna ed una maglia da titolare.
Ciao Beppe