AlLuna in punto.
il buongiorno alternativo
sabato 12 settembre 2026
DILLO ALLA LUNA (luna piena)
Cammino prendendo al volo ogni mio passo dentro un cielo che posso toccare infinite volte con tutte le mie dita.
Con il fiato corto e sospeso tra la gravità per questa mancanza di ossigeno e la forza del mio corpo che ha lo stesso peso della mia anima.
Che non ci sia atmosfera sulla Luna è universalmente provato ma in pratica smentisco questa teoria.
L'aria non mi manca perchè la leggerezza del mio respiro ne crea una nuova e fresca.
Dolcemente compresa dalle mie impressioni senza fiato e mai del tutto compressa dalle pressioni soffiate dall'ignorante fato.
Che adesso vorrei trasformasse la mia fatalità in un'affettuosa fata.
Riprendo la linea curva di un orizzonte che accoglie tutti i miei vocaboli. Quelli che, in parole mai povere, arricchiscono ogni mio alternativo giorno e buongiorno.
Paziente e dottore delle mie clessidre senza rabbia, raccolgo la sabbia del mio tempo prezioso e ne faccio la duna per una nuova faccia della Luna.
Ecco com'è cominciato il canto del mio incanto.
Mia cara Luna. Sei la figlia senza sonno che aspetta ogni ritorno coniugato al futuro, protetto da una casa famiglia.
Sei l'amica di animali notturni travestiti da esseri umani. Che con l’oscurità, si spogliano del dovere diurno e si rivestono con il piacere notturno.
Lupi più o meno solitari che, con le luci dell'alba, smettono di ululare perchè cambiano la pelliccia dei peccati mai confessati con la pelle liscia di un'innocenza ritrovata.
Luna, ubriaca e sobria di spirito, che brinda con noi ai successi insperati e diventa astemia agli eccessi disperati.
Falce di Luna che taglia quel filo che ricuce angosce e speranze date alla luce in giorni attesi o temuti. Che come questi versi possono essere diversi o perversi.
Luna distratta che aiuti a disperdere le ceneri dei nostri ricordi smarriti in un sonno sbagliato.
Luna discreta e teatrale che apre le porte alla notte e cala il sipario davanti a un giorno passato che chiede il bis ad un futuro prossimo.
Luna cassetto di sogni che lasci sempre aperto per fare entrare lo spazio del nostro caos interiore al quale non facciamo più caso. Strano.
Luna sorella delle nostre confidenze e delle nostre paure, urlate al cielo o sussurrate in timide preghiere.
Luna spaziale nel suo sistema paradossalmente solare che esprimi il desiderio perpetuo di trasformarti in qualcosa che non sarai mai.
Custode e protettrice di quella intima tristezza che è proprio di un altro pianeta.
Luna satellite che ruota il segnale orario del nostro riposo, sospeso nel vuoto illegale di ogni incubo fatale.
Luna rotonda ed enorme nella quale possiamo dare la precedenza a tutti i sensi di colpa che assolvono ogni nostra imprecisa direzione ed istintiva sensazione.
Luna contesa in una guerra fredda e lontana che non avrà mai nessun vincitore.
Luna accogliente di missioni possibili, avvolgente di una bandiera a stelle e strisce.
Luna dolce che si specchia a faccia in giù nelle maree alte e basse create dal suo lunatico amore per il mare.
Luna innamorata, che guarda dall'alto i nostri falò estivi, spiaggiati, sereni. Che le fanno compagnia con la musica e i baci di sabbia, resistenti alle nostre autunnali nostalgie.
Luna gialla di luce abbagliante che illumina tutti gli innamorati, sdraiati sul loro lato migliore per ascoltare l'eco dei loro battiti. Su quel fianco che non ha spine ma solo rose.
Luna gioconda, palla e tonda che fa volare i nostri sentimenti alzando l'asticella dei nostri salti verso l’alto.
Luna rossa, che colora quel tramonto tremante che lascerà in eredità ad un'alba chiara, preziosa, inestimabile.
Luna bianca di una tintarella color latte, pallida nel suo candore e gelida nel suo calore.
Luna nera, gettata nel pozzo dei desideri irrealizzati, nel rifiuto e paura dei sogni di affidarsi al nostro istinto e di fidarsi dei nostri istanti.
Insonne come lei, sono comunque rispettoso e riconoscente del suono silente della sua alta fedeltà.
Blocco, per il momento, lo scrittore che muove i miei alfabetici pensieri fissandoli dentro un nuovo romantico appuntamento.
Lei mi chiede quando potremo rivederci. Il mio arrivederci illumina un sorriso rassicurante che ha già la sua forma.
Che mi sveglierà molto presto. Di notte chiaramente.
venerdì 4 settembre 2026
E LA LUNA BUSSO' (primo quarto)
Vi ho promesso la Luna, è vero.
Ma non sarà impegnativo mantenere le mie parole tra le dita, perchè ho dato in pegno l'anima, per la garanzia di riscuotere quel credito verso una vita che ha preferito prendermi a pugni piuttosto che in braccio.
L'accoglierò ancora e sempre a cuore aperto, tendendo la mano al vostro pronto soccorso tenendo, chiusa nell'altra, una penna che mi tiene ancora in piedi sul filo di un discorso che non abbiamo mai interrotto.
Quello che abbraccerà la circonferenza dei nostri pensieri, legati e spediti nel raggio lunare lungo quei chilometri che non vogliamo mai conoscere per non allungare una distanza a volte ancora dolorosa.
Quindi, per tutti voi che avete deciso di imbarcarvi sopra questa mia stessa barca immaginaria, sento il dovere di firmare la mia confessione in questa constatazione amichevole.
Scambiando le mie parole con il vostro diritto di conoscere come sia inevitabile l'impatto emotivo tra l'impeto del mio scrivere con i vostri occhi scorrevoli.
Passeggeri e lettori ottici di mappe sconosciute.
Tutti uniti sopra un mezzo di trasporto che non ha capolinea nè coda e diventa un pezzo unico di vita quando segue il senso dei miei pensieri alternativi.
Necessari e preziosi per questa missione lunare. Ecco perchè non dovrò preoccuparmi di sbarcare il lunario. Basterà lasciare le mie impronte digitali sui vostri cuori analogici.
Sempre accesi e connessi nel ritmo danzante di onde radio che comunicano con il nostro cervello con impianti e sorrisi e satellitari.
Siamo quasi arrivati. Le curve attraenti della luna fanno sbandare l'allunaggio di un atterraggio imminente.
Atterriamo e subito sotterriamo la paura che ci accoglie come fossimo una carezza inaspettata.
Aspettiamo l'arrivo di una cura necessaria che bussi alle porte del nostro buio interiore per farla prima entrare in quel paradiso terrestre per poi illuminarlo d'immenso.
Eccola la Luna. Nascosta dal suo timido splendore, esposta davanti a uno specchio solare mentre riflette su un'abbronzatura impossibile.
Seducente ed enigmatica, è la sola risposta che definisce la linea perfetta del suo contorno occhi, color infinito. Un vento leggero muove la tempesta emozionale che spoglia l'albero della nostra vita. Dalle radici di vecchi ricordi fino ai rami di nuovi accordi.
La Luna ci dimostra che essere un mostro di bellezza non può spaventare la nostra visita dentro la sua mostra artistica.
E adesso noi, con il volto coperto da una sensuale curiosità, siamo liberi di mettere a nudo questa bellissima scoperta.
Lei, che indossa solo quella maschera che conosciamo molto bene perchè non ha mascara.
Creando la prospettiva di un'illusione che non ha trucco e non inganna.
E quando inizierò a scrivere la magia della sua solitudine per descrivere la realtà della mia inquietudine, getterò oltre le stelle, i miei rifiuti ad un destino che ha provato ad inquinare la mia faccia pulita.
Fallendo tutte le volte.
Ora il mio andamento si muove lento sui miei primi passi che camminano su sassi fatti di una materia che ancora non conosco.
Li raccolgo, per studiarne la forma e impararne la sostanza.
E nei buchi neri delle mie scarpe dolorosamente usate, ho ritrovato lettere e vocali, consonanti ad un silenzio che non posso più ascoltare.
E se voglio continuare questo viaggio e renderlo più saggio, proverò ad alzare la voce alla stessa altezza della mia testa.
Mettendo quelle pietre di luna sopra il mio cuore.
Che di pietra non è mai stato.
giovedì 27 agosto 2026
VENGO DALLA LUNA (Luna Nuova)
Nell'atmosfera silenziosa che ascolta e anticipa il tempo delle nostre confessioni, aspettiamo quella carezza di una sera che desideriamo trasformi in certezza una notte buona.
Quella che coprirà i nostri occhi e scoprirà cosa nascondono gelosamente e ciecamente, nel timore di essere visti davvero da guardoni nascosti dalla loro superficialità.
La fuori, oltre un orizzonte che non è poi così lontano, osserviamo le stelle che danno quell'effetto luminoso al tappeto scuro di un cielo che protegge ogni romantica caduta nelle braccia di un nuovo amore.
E a noi, impotenti di fronte a questa bellezza universale, non ci resta, da quaggiù, che abbandonarci ad occhi chiusi ad un sonno amico e fedele.
Che ci porterà nelle profondità dell'anima per diventare testimoni oculari del nostro sognare. Che è come respirare.
Lo facciamo tutti, tutte le notti.
Dentro corpi che disegnano figure buffe, lunghe e distese sopra letti morbidi, sotto tetti protettivi, avvolti da lenzuole stropicciate, accolti da piumoni pieni di piume invisibili.
Lasciamo teste appoggiate sopra guanciali soffici di sensualità e sorrisi complici tra le lenzuola, figli delle stelle e della velocità di un treno del desiderio che corre lungo binari di rotte planetarie.
Oppure alloggiate sui capezzali ingombranti di pensieri urlanti e parole censurate che accompagneranno l'arrivo insonne e indesiderato di un mattino imminente.
Noi, guardie assonnate e distratte dentro il museo della nostra vita, lasciamo spesso correre quei sogni, che prima ci vorrebbero ladri della loro rarità e poi padri della nostra vanità.
Ma si può continuare a sognare anche alla luce del sole e ad occhi aperti già dal nostro risveglio. Che offre labbra al bacio di benvenuto di una nuova realtà terrena, combaciante con una nuova possibilità.
Quando sentiamo quel bisogno di vivere che disegna il nostro profilo sullo specchio, custode di un riflesso di un giorno più vecchio.
Quando, prima di uscire allo scoperto, trucchiamo il nostro volto con i sogni lasciati sul cuscino, presentandoci al mondo con le facce della nostra personalità.
Una visibile ed una nascosta. E doppia non significa falsità.
Perchè, proprio come la Luna, mostriamo il lato migliore solo a chi sa apprezzare, accogliere e proteggere anche quello più oscuro.
E noi, stralunati e lunatici, viviamo sempre più confusi in questo mondo senza stile, che taglia e cuce la luce delle nostre idee brillanti.
E tornare bambini può essere un rimedio utile per questo futuro addormentato. Provando a cambiare il giorno con la notte.
Il sole con la luna. La stella splendente e incandescente con il satellite crescente e calante.
La luna.
Che ruota intorno alle nostre orbite e non ci lascia mai a terra perchè fa si che la scorta delle nostre fasi sia piena di aspettative gustose per una vita felice e appagante.
Incurante della gravità di qualsiasi fallimento perchè la forza fisica e mentale della natura umana alterna quella corrente che ci fa risalire contro tutti e al contrario di tutto.
E noi astronauti terrestri viviamo la giornata con i piedi per terra e la testa tra le nuvole, correndo nell'unico senso che può dare il senso compiuto ai nostri sospiri serali e notturni.
Filanti di stelle.
Accompagnatemi allora in questo viaggio, con forza e coraggio. Ne avremo bisogno per realizzare questo sogno condiviso.
Vi prometto che sarà spaziale, temporale, universale, musicale.
Verso quel suolo lunare, leggero nel suono e passeggero nel tempo dei suoi quattro quarti.
venerdì 14 agosto 2026
PAPA' FRANCESCO
Nel nome di un padre, un figlio può scrivere un canto con l'aiuto del suo spirito poetico. Che l'aiuterà a descrivere la sua storia, tra le dita e le mani che lo hanno aiutato a crescere. È così che ho imparato a leggere tra le righe delle tue rughe, gli anni di una vita precoce, tolti alla tua veloce adolescenza.
Sei cresciuto troppo in fretta senza perdere mai la bussola che ti indicava solo uno Nord sconosciuto. Nel tuo essere un fattore X, hai piantato, nella terra del tuo italiano imperfetto, le radici di un dialetto perfetto. A volte, ti ho visto asciugare di nascosto, il pianto amaro e lucano di un lessico che ti fa ritornare in mente quella Basilicata. Casa e chiesa lontana, colpevole ed innocente, per non averti trattenuto, davanti all'offerta di un lavoro necessario, che una Torino, ancora fredda nel suo essere capitale poco umana, ti offriva e ti faceva soffrire. Operoso e operaio, hai fabbricato ore stanche e sudate, piene di sacrifici a quel dio denaro che non hai mai né pregato, né pagato. Compagno di tante proteste di piazza, hai alzato pugni chiusi come i tuoi silenzi domestici. Sarebbe stato più bello aprirli in carezze desiderate ed imprevedibili.
Avvolto in una bandiera rossa che non hai mai cambiato, hai tenuto sempre il volto acceso con il colore del tuo sangue ribelle.
Hai mandato in fumo migliaia di sigarette nella cenere e nel fuoco del tuo carattere autorevole e fumino.
Con quell'aspetto familiare, non hai mai fatto aspettare i bisogni urgenti della nostra famiglia.
Nulla ti ha mai fatto senso, perchè la tua amata natura te ne ha concessi più dei soliti 5. Quello del dovere, della giustizia, dell'onestà e della libertà.
Sei un leone che non ha mai avuto una gabbia, morso dalla rabbia quotidiana nel combattere nella giungla di una burocrazia che vorrebbe sbranarti.
A volte solitario, trovi compagnia nel mazzo di carte che maneggi meglio di un grande mago, mai pago delle tue vittorie scontate e bellissime.
Proprio perchè senza trucco.
Hai uno spirito divino, di birra e di alcol. Allo stato puro, come le tue risate contagiose.
Un pò Don Camillo e un pò Peppone, sei un credente politico convinto che la mano sinistra debba sempre guidare anche a destra.
Fidel ad un nostalgico comunismo, mangi i bambini solo con i tuoi occhi profondi ed azzurri. Come quel mare che ti fa innamorare in ogni estate, stagione della tua rinascita. Nella tua rivoluzione che russa in ogni ora notturna, i tuoi compagni russi invadono il silenzio del mio riposo.
Con quell'aria da duro, viaggi sicuro nella fortezza di un muro. Quello che ho fatto cadere con i colpi del mio cuore. Tutto Tedesco.
Sei mio padre ma anche il figlio di genitori che nuotano dolcemente tra le lacrime del tuo mare di malinconia.
Sei le braccia costruttive di una mente istruttiva che avrebbe meritato l'apertura di una scuola migliore, perfetta per la tua intelligenza.
Quelle braccia che hanno aggiustato ogni cosa.
Soprattutto la mia vita. Quella che mi hai regalato con lo spirito ed il vanto di un padre verso il suo unico figlio.
Buon compleanno pa'
mercoledì 12 agosto 2026
MAMMA MIA!
Madre dolcissima..
Solo per te il mio buongiorno alternativo vola Sei quel fiore di campo colto e raccolto in un campo di fiori che respirano il profumo del tuo odore buono e delicato.
Nel film della mia vita, sei l'attrice protagonista della mia comparsa al mondo che mi hai fatto prima conoscere e poi esplorare.
Con la tua premura, sei stata la cura migliore, offrendomi, amorevolmente, il migliore servizio sanitario personale.
Hai acceso, con la luce dei tuoi infiniti sorrisi, il buio dei miei balckout. Sei sempre stata un mostro di bravura, di quelli, però, che non fanno paura perchè hai avuto braccia lunghe e larghe per darmi calore e colore, sguardi profondi per farmi vedere meglio, voce grossa per ascoltare consigli e suggerimenti.
Hai avuto 1000 occhi che mi guardavano mentre dormivo, mi osservavano mentre giocavo, mi ammiravano mentre crescevo.
Hai allenato gambe da atleta per correre nel verso giusto di ogni mia necessità. Dalla prima all'ultima.
Hai mosso dita veloci che hanno cucito strappi alle mie regole e orli di vestiti, scelti nella misura di uno stile che mi hai insegnato.
Hai alzato mani prelibate, prima sporcate nel dolce e salato di una cucina troppo piccola per i tuoi gusti e poi pulite dalla tua onestà intellettuale e concettuale.
Hai pronunciato sentenze con parole severe e solenni, figlie di un'educazione collegiale e d'altri tempi.
Che è stata la pena della tua perpetua condanna ad una libertà incondizionata. Dai consigli da presidente nel governare mura domestiche, ministra del culto casa e chiesa, con le tue minestre mai riscaldate.
Non senti il fastidio dei sordi rumori depositati sul fondo di un bicchiere che vedi sempre mezzo pieno. Porti il peso dei tuoi anni con la leggerezza dei tuoi sorrisi e la forza delle tue spalle e ginocchia sempre ammaccate, con l'aiuto delle tue braccia sempre occupate a portare borse di una spesa, fatta al mercato del tuo tempo, per me eterno, infinito, immortale. Vivi ogni finale come fosse una morale diversa, nel tuo mondo fatto di carta, da ricercare nel prossimo libro che già ti aspetta nell'indice del tuo gradimento. Sei un concetto chiarissimo, espresso al femminile.
Sei nonna instancabile ed anche ninna e nanna di desideri prima cullati, poi esauditi e mai esauriti.
Mamma. sei tutto questo e molto di più. Nella lode dei trenta giorni al mese che meriti negli esercizi che svolgi senza fatiche, perché ottieni sempre il giusto risultato.
Nel dubbio amletico di un mamma o non m'ama mi hai aiutato a risolvere ogni mio problema.
Perchè sei l'unica soluzione possibile e, come lei, ce n'è sempre e soltanto una sola!
Ti voglio immensamente bene. Buon felice compleanno.
domenica 2 agosto 2026
PROVA DI MATURITÀ
Tutti noi partecipiamo alla festa del mondo perché qualcuno di speciale ci ha invitato.
Siamo stati concepiti prima come idee a forma di nuvole e poi diventiamo semi di una pianta che donerà i suoi frutti più belli e succosi ai suoi contadini innamorati.
Siamo stati prima, il frutto mai proibito o del peccato, raccolto da mani sapienti e poi, il succo, frutto dell'amore tra un uomo ed una donna.
E così diventiamo prima padri e poi padroni di un destino infantile, destinato a prendere il volo... prima alimentato dal nostro soffio e poi sorretto soltanto dal vento di libertà.
E così diventano prima madri e poi madrine quotidiane di sacramenti devoti, richiamate all'ordine da quella parola che sostituirà per sempre il loro nome... Mamma!
Saremo morbosamente gelosi dei nostri figli e del loro amore per la vita.
Facciamo finta di non sapere che, presto o tardi, si allontaneranno da un tetto sicuro per rifugiarsi in una capanna, fatta di nuove braccia accoglienti.
Dormiranno dolcemente sereni, cullati da fresche labbra che daranno forma a nuove parole.
Saranno ancora legati a noi, da quel filo invisibile, intrecciato nelle telefonate di ogni giorno...
Sempre troppo lunghe di parole scontate per loro e troppo corte di domande curiose per noi.
Essere genitori è tutto questo e molto di più. Ieri, oggi e domani. Ora e per sempre.
Siamo anche liberi di scegliere di concedere la giusta libertà ad un prezzo simbolico, oppure di privarla di quei giusti spazi di libera crescita... spiaggia privata dal costo altissimo.
E così finalmente, Lorenzo nostro, sei arrivato in un caldo pomeriggio di agosto. Sei uscito senza chiederci il permesso, salutando nel pianto di un parto e nel sorriso sdentato di un dolce ritorno.
Sei cresciuto insieme alle nostre ansie e paure che rendevano insonni le nostre notti di sguardi ed ore lente.
Ci hai insegnato ad amare un amore diverso, imparando, di nuovo studenti, lezioni di vita quotidiana.
Hai ripetuto le nostre parole per farne discorsi allegri e richieste importanti.
Hai capito senza troppe spiegazioni che per volersi bene bastava e avanzava un sorriso.
Hai subito inteso che la parola famiglia abitava da sempre con noi perché era di casa.
Eri la prova del nove del detto perfetto... Non c'è un due se non c'è anche un tre.
Hai costruito amicizie di sorelle e fratelli, unici nelle ore uniche fatte di spensieratezza, divertimento e serenità.
Ti abbiamo consegnato la nostra unica copia delle chiavi e tu da quel mazzo, sceglierai dal cassetto i sogni più belli da realizzare.
Hai imparato, a futura memoria e forse, troppo in fretta, la durezza della vita. Sarà almeno servito per insegnare a quelli che cammineranno con te, il sollievo leggero di condividere un nuovo cammino, anche se ignoto e lontano.
Hai riempito mai del tutto, il nostro tempo, ritmando il tempo di ore veloci, arrivando sempre in tempo per nuovi sorrisi, ma soprattutto, giusto in tempo per i grandi progetti.
Hai fatto di noi il passato, rendi vivo il nostro presente, sarai l'orgoglio del nostro futuro.
Quel terzo tempo che scorre inesorabile. Sempre di corsa.
E di corsa sei arrivato al 24esimo chilometro... Da ora e per sempre, maggiorenne di giorni sognati, da ieri e mai più, minorenne di anni vissuti.
Il tempo preso per mano è dalla tua parte. Come te, sarà a sua volta figlio, ma solo delle tue decisioni. Libere di essere scelte.
Ricorda, figlio mio, che sarai sempre quel figlio delle nostre aspettative e che non sarai mai solo... Io, sempre al tuo fianco, dal pronto intervento, Lei ancora al tuo fianco nella carezza del vento...
LOLLO..VE
Figlio mio, unico nel suo genere.
Speciale nel tuo essere e generoso nel tuo avere.
Ancora smarrito, ti sei ritrovato con le spalle al muro, nel pianto rabbioso di domande senza risposte che sfidavano la sorte. Ma ancora più forte, non ti sei mai rinchiuso dentro mura domestiche e non hai mai badato a spendere il tuo tempo nel modo migliore.
Ti sei assunto responsabilità precoci e sei diventato il badante personale della tua anima pesante di silenzi e leggera di musica.
Custode geloso dei tuoi intimi pensieri hai riaperto le porte a quel mondo che ti ha sempre aspettato per continuare a giocare.
E tu, da sempre leale e sportivo, hai preso quella palla al balzo per schiacciare oltre il muro per abbattere la tua sofferenza.
Nel tuo essere un fattore positivo, hai raccolto a testa alta i mattoni dei tuoi anni maturi e resistenti ed hai costruito, inotrno a te, la grande muraglia dell'amicizia.
Magnifico nel nome e Tedesco nel cognome, hai messo alla berlina tutti i muri di gomma che ti aiuteranno a cancellare gli sbagli innocenti e gli sguardi colpevoli di una compassione e di un pietismo indesiderate.
Leone mai solitario, correrai da primatista assoluto, verso traguardi importanti, trasformando i tuoi sogni nei segni delle tue fatiche e del sudore che raggiungeranno i tuoi traguardi.
Orgoglioso dei tuoi passi da gigante, terrai sempre allacciate quelle scarpe che non impresterai mai a nessuno.
Oggi, con il vento a favore, soffia insieme al sospiro profondo di un ricordo, su quella candela in più che illumina un futuro che è già il tuo presente.
Amerai e brucerai nella fiamma di questo nuovo amore, che alimenterai con la fame di respiri che soffieranno sulla fedeltà e coerenza dei vostri giorni migliori.
Figlio mio, guarda sempre lontano, oltre l'azzurro dei tuoi occhi che, in fondo, sono anche i miei, incrociati nel nostro amore a prima vista.
Quell'azzurro che, 24 anni fa, ha dipinto un cielo grigio di una stanza di ospedale e ci ha unito per sempre in quel sabato pomeriggio che ci aspettava da una vita.
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