domenica 2 agosto 2026

PROVA DI MATURITÀ

Tutti noi partecipiamo alla festa del mondo perché qualcuno di speciale ci ha invitato.
Siamo stati concepiti prima come idee a forma di nuvole e poi diventiamo semi di una pianta che donerà i suoi frutti più belli e succosi ai suoi contadini innamorati.
Siamo stati prima, il frutto mai proibito o del peccato, raccolto da mani sapienti e poi, il succo, frutto dell'amore tra un uomo ed una donna.
E così diventiamo prima padri e poi padroni di un destino infantile, destinato a prendere il volo... prima alimentato dal nostro soffio e poi sorretto soltanto dal vento di libertà.
E così diventano prima madri e poi madrine quotidiane di sacramenti devoti, richiamate all'ordine da quella parola che sostituirà per sempre il loro nome... Mamma!
Saremo morbosamente gelosi dei nostri figli e del loro amore per la vita.
Facciamo finta di non sapere che, presto o tardi, si allontaneranno da un tetto sicuro per rifugiarsi in una capanna, fatta di nuove braccia accoglienti.
Dormiranno dolcemente sereni, cullati da fresche labbra che daranno forma a nuove parole.
Saranno ancora legati a noi, da quel filo invisibile, intrecciato nelle telefonate di ogni giorno... 
Sempre troppo lunghe di parole scontate per loro e troppo corte di domande curiose per noi. 
Essere genitori è tutto questo e molto di più. Ieri, oggi e domani. Ora e per sempre. 
Siamo anche liberi di scegliere di concedere la giusta libertà ad un prezzo simbolico, oppure di privarla di quei giusti spazi di libera crescita... spiaggia privata dal costo altissimo. 
E così finalmente, Lorenzo nostro, sei arrivato in un caldo pomeriggio di agosto. Sei uscito senza chiederci il permesso, salutando nel pianto di un parto e nel sorriso sdentato di un dolce ritorno. 
Sei cresciuto insieme alle nostre ansie e paure che rendevano insonni le nostre notti di sguardi ed ore lente. 
Ci hai insegnato ad amare un amore diverso, imparando, di nuovo studenti, lezioni di vita quotidiana. 
Hai ripetuto le nostre parole per farne discorsi allegri e richieste importanti. 
Hai capito senza troppe spiegazioni che per volersi bene bastava e avanzava un sorriso. 
Hai subito inteso che la parola famiglia abitava da sempre con noi perché era di casa. 
Eri la prova del nove del detto perfetto... Non c'è un due se non c'è anche un tre. 
Hai costruito amicizie di sorelle e fratelli, unici nelle ore uniche fatte di spensieratezza, divertimento e serenità. 
Ti abbiamo consegnato la nostra unica copia delle chiavi e tu da quel mazzo, sceglierai dal cassetto i sogni più belli da realizzare. 
Hai imparato, a futura memoria e forse, troppo in fretta, la durezza della vita. Sarà almeno servito per insegnare a quelli che cammineranno con te, il sollievo leggero di condividere un nuovo cammino, anche se ignoto e lontano. 
Hai riempito mai del tutto, il nostro tempo, ritmando il tempo di ore veloci, arrivando sempre in tempo per nuovi sorrisi, ma soprattutto, giusto in tempo per i grandi progetti. 
Hai fatto di noi il passato, rendi vivo il nostro presente, sarai l'orgoglio del nostro futuro. 
Quel terzo tempo che scorre inesorabile. Sempre di corsa. 
E di corsa sei arrivato al 24esimo chilometro... Da ora e per sempre, maggiorenne di giorni sognati, da ieri e mai più, minorenne di anni vissuti. 
Il tempo preso per mano è dalla tua parte. Come te, sarà a sua volta figlio, ma solo delle tue decisioni. Libere di essere scelte. 
Ricorda, figlio mio, che sarai sempre quel figlio delle nostre aspettative e che non sarai mai solo... Io, sempre al tuo fianco, dal pronto intervento, Lei ancora al tuo fianco nella carezza del vento... 


LOLLO..VE

Figlio mio, unico nel suo genere. Speciale nel tuo essere e generoso nel tuo avere. Ancora smarrito, ti sei ritrovato con le spalle al muro, nel pianto rabbioso di domande senza risposte che sfidavano la sorte. Ma ancora più forte, non ti sei mai rinchiuso dentro mura domestiche e non hai mai badato a spendere il tuo tempo nel modo migliore. Ti sei assunto responsabilità precoci e sei diventato il badante personale della tua anima pesante di silenzi e leggera di musica. Custode geloso dei tuoi intimi pensieri hai riaperto le porte a quel mondo che ti ha sempre aspettato per continuare a giocare. E tu, da sempre leale e sportivo, hai preso quella palla al balzo per schiacciare oltre il muro per abbattere la tua sofferenza. Nel tuo essere un fattore positivo, hai raccolto a testa alta i mattoni dei tuoi anni maturi e resistenti ed hai costruito, inotrno a te, la grande muraglia dell'amicizia. Magnifico nel nome e Tedesco nel cognome, hai messo alla berlina tutti i muri di gomma che ti aiuteranno a cancellare gli sbagli innocenti e gli sguardi colpevoli di una compassione e di un pietismo indesiderate. Leone mai solitario, correrai da primatista assoluto, verso traguardi importanti, trasformando i tuoi sogni nei segni delle tue fatiche e del sudore che raggiungeranno i tuoi traguardi. Orgoglioso dei tuoi passi da gigante, terrai sempre allacciate quelle scarpe che non impresterai mai a nessuno. Oggi, con il vento a favore, soffia insieme al sospiro profondo di un ricordo, su quella candela in più che illumina un futuro che è già il tuo presente. Amerai e brucerai nella fiamma di questo nuovo amore, che alimenterai con la fame di respiri che soffieranno sulla fedeltà e coerenza dei vostri giorni migliori. Figlio mio, guarda sempre lontano, oltre l'azzurro dei tuoi occhi che, in fondo, sono anche i miei, incrociati nel nostro amore a prima vista. Quell'azzurro che, 24 anni fa, ha dipinto un cielo grigio di una stanza di ospedale e ci ha unito per sempre in quel sabato pomeriggio che ci aspettava da una vita.

SUPERMAN

Lorenzo mio, patrimonio dell'umanità. Quella che si è unita in matrimonio al tuo essere da quando sei venuto al mondo. Quel mondo che ha scambiato i sogni viventi di pace, con i segni roventi di una guerra tempestosa, rumorosa, dolorosa. Ma io e te, conviventi convinti, viviamo il nostro mondo tra le rose dei tuoi capelli ribelli che profumano i venti (+4) dei tuoi anni più belli. Già..i tuoi anni.... repressi e mai depressi, leggeri del peso della tua immensa anima, passeggeri distratti se li chiami per nome. Protestanti e cardinali che mi hanno eletto papà con grande (e)merito e spirito di sacrificio. Angeli e demoni che hanno sfumato il bianco candore della tua ingenuità infantile. Bruciata da una gioventù accellerata verso una maturità raccolta, frutto di una forte pianta stabile. Contro ogni tuo volere, contro un destino già segnato da qualcuno che si trovava in fuori gioco. Aldilà della linea della vita. Con la saggezza che hai dimostrato nei tuoi silenzi e nei tuoi sorrisi, nei pensieri persi chissà dove e nelle parole che non ci siamo mai dette. Figlie e madri di me e di te, padri entrambi di compassioni respinte e appasionati ricordi... Mai sopiti, mai accantonati, mai dimenticati. Tu, straordinario negli eventi che inventi e ordinario nel tuo disordine organizzato. Tu, che sei il mio Special One, il Leone ruggente, nato con il solleone d'agosto che hai sciolto il mio cuore gelato e lo hai cambiato con il dolce di un cuore caldo. Tu, che ti sei trasformato da ragazzo scolastico a uomo fantastico e reggerai sulle tue spalle robuste i pentagrammi leggeri e musicali delle tue risate contagiose. Tu, che porti un nome ed un cognome che faranno di te una storia importante. Quella che insegnerai con la potenza dei tuoi discorsi e la determinazione dei tuoi occhi. Sfidati e sfidanti di quelli che guadagneranno con la ricchezza della tua fiducia. Viaggia sempre... con le tue scarpe e la tua mente. Senza mentire mai a te stesso e a chi crede nelle tue fatiche. Ci sarà spazio per i tuoi grandi progetti. Perchè la vita, per tutti noi, è universo e università, con i suoi esami. Che non finiscono mai, ma sfiniscono le tue energie. Ma non averne paura. Sarai sempre promosso perchè lo hai promesso alla tua infinita intelligenza. Che si sposa, bellissima, con la tua personalità autorevole. Anche nella buona fede di uno sbaglio non voluto. Non esaurire mai la fame che alimenta la tua spiccata curiosità... ti servirà per esaudire ogni tuo desiderio che metterà ordine alle tue aspettative. Quelle che non possono più aspettare e che ti spettano di diritto, senza più rovesci. E ricorda che non sarai mai più solo... se guardi indietro, butterò i sassi che i tuoi passi incontreranno nel tuo cammino. Se guardi in alto, La vedrai soffiare sul fuoco amico del tuo camino. Quello che ti scalderà per sempre. Come i suoi abbracci pieni di lacci. Oggi, nel traffico dei tuoi anni commoventi, festeggia con gioia e vola alto con la forza dei tuoi anni. E così diventi il super di questo giorno che, per molti, è solo normale. Ed io, che dei miei buongiorni sono lessicodipendente, vado alla ricerca della mia dose quotidiana di lettere. Io, che ho fatto crack quando la mia eroina preferita era finita e mi sentivo spacciato. Ma ho vissuto grazie alla vena poetica che mi porta dritto al tuo cuore. Ti sarò per sempre grato per avermi salvato. Tu, figlio mio. Unico mio eroe stupefacente. Buon compleanno.

IL MAGNIFICO (24 modi per dirti ti amo)

Lorenzo.
Figlio mio, figlio nostro.
sei il figlio di aspettative che non potevano più aspettare.
Sei arrivato in mezzo a Noi, accolto in un mondo a metà tra l'azzurro del mare ed il rosa di un cielo avvolto nel suo dolce tramonto.
Hai realizzato il sogno in una notte di mezza estate che per Noi era già concepito, come te, a Novembre.
Hai messo la croce su un calendario di Agosto nel giorno importante che ha cambiato la nostra vita di tutti i giorni.
Perché la nostra opinione matematica sosteneva che non poteva esistere un due senza un tre. 
Ti ho prestato l'azzurro dei miei occhi ed il biondo dei miei capelli e hai dipinto l'immensità di un cielo che ha abbracciato il tempo dei nostri anni più belli.
Lei ti ha prestato la bocca ed quel sorriso luminoso, in  quel bacio perpetuo che ti sfiora le labbra mentre le accarezzi il viso con le tue mani intrecciate.
Caro il mio Lollo.
Ti guardo tutti i giorni eppure ti vedo sempre in modi diversi. Hai quel profilo unico che unisce i due volti che ti hanno messo al mondo. Hai la grande bellezza di un quadro che ha messo a soqquadro le pareti dei nostri cuori. Hai la forma perfetta del tuo tempo e la sostanza del tuo spazio, che formano l'universo che racchiudi dentro di te. Hai la forza e l'equilibrio per camminare dentro i tuoi passi da gigante. Hai pensieri generosi, collegati e legati a gesti spontanei. Hai la luce dell'anima sempre accesa. Illuminata dal fuoco dei tuoi 24 anni. Hai gli occhi che ti ho regalato e la bocca che Lei ti ha dipinto dolcemente in un'attesa durata 9 mesi. 
Unico figlio, con mille fratelli.
Con la faccia adulta rivolta al futuro ed il corpo, ancora bambino, avvolto nel passato.
Assolto da un peccato che non hai commesso e da una pena che ti ha tristemente commosso.
Fai in modo che quella pena possa sempre valere i sacrifici che farai, per proteggere e difendere i tuoi preziosi valori.
Hai la dolce costanza di vivere il presente per sopravvivere ad un triste passato. Hai la buona sostanza di carne viva e ossa robuste. Hai lacrime e sangue, invisibili ai miei occhi, sempre appoggiati sulle tue spalle forti. Hai parole e sorrisi, intrisi dei visi che amano la tua allegria e sincerità. Hai ricordi profondi, cullati dalle onde di un mare a volte calmo e a volte tempestoso. Hai sogni volanti e pesanti, appesi alla speranza e soffiati dal vento del tuo cambiamento. Hai giornate fatte di ore rallentate e serate sfatte di emozioni accelerate. Hai l'impazienza nell'attesa dell'arrivo dei tuoi giorni futuri. Hai la sicurezza che saranno vissuti con onestà e determinazione. Hai recuperato l'amore che ti è stato tolto e lo hai distribuito alla tua famiglia, ai tuoi amici, a Monica. Hai la personalità e consapevolezza che non sei e non sarai mai un uomo qualunque. Hai la testa ed il cuore per fare le scelte migliori che la vita ti offrirà. Hai le qualità per migliorare tutte le tue quantità. Hai i colori della primavera ed il calore dell'estate. Quella che ami e non tradirai mai. Hai ancora il dolore di un inverno che vuole passare ed invece hai deciso di farlo restare per scaldarlo un pò con il calore dei tuoi respiri. Fai in modo che non geli mai quei sentimenti che proverai a non far mentire. A nessuno, ma soprattutto a te stesso. Ricorda, figlio mio, che sarai sempre tu a fare il cambio stagione della tua vita. Sarà quello il momento giusto per indossare l'abito migliore e vestire l'eleganza del tuo essere speciale. Che è e sarà per sempre, l'orgoglio inestimabile del nostro avere.

sabato 1 agosto 2026

SECONDA SCELTA

Toc toc.
Mi chiedo chi possa essere a quest'ora del mattino. Non aspettavo nessuno. Mi affretto a chiudere nel cassetto i miei sogni dipinti da un'anima visonaria e danzante. Nella realtà silenziosa e ancora troppo assonnata la musica si spegne nei rumori domestici di una casa troppo vissuta e poco vivente. Quei rumori a cui non faccio neanche più caso.
Mi alzo contro la voglia di girarmi dall'altra parte e faccio finta di rivivere una replica di un film già visto troppe volte.
Apro la porta e una donna bellissima si presenta davanti ai miei occhi. E' la domenica, piena di ingenui propositi e indecenti proposte.
Per decenza, la faccio entrare e lei mette subito una croce su un giorno rosso di calendario, geloso dei suoi fogli.
Non sono un buon padrone di casa. Non la metto a suo agio.
Il mio disagio, figlio di giorni agitati e lontani, ha contagiato anche lei.
Le confesso subito che non l'ho mai amata e e l'ho sempre tradita con un sabato qualunque.
La domenica, comunque bellissima ed intelligente, mi ha subito perdonato. Il suo tempo l'ha sempre saputo anche se il mio è sempre stato infedele con lei. E comunque siamo in tanti ad averla usata.
Il sabato, spavaldo, si presenta sempre per primo e consuma quasi del tutto le nostre energie elettriche con scosse che sembravano già scariche nel circuito di un lavoro noioso e ingrato.
E che dire dei nostri sabato pomeriggio, quando l'amore spingeva di corsa le lancette in avanti, nelle braccia di ore illegali.
E non ci importava nulla se ogni sabato sera si alzava la febbre, perchè era quella di una vita sognata tutta la settimana. Non servivano medicine perchè era la nostra reazione, giocando in difesa del nostro corpo con il divertimento più sfrenato.
E poi mica l'ho scritto io che la domenica può essere bestiale o addirittura lunatica.
Già l'immortale Leopardi esaltava la bellezza di un sabato gioioso di paese, nell'attesa festosa di preparativi, poi disillusa e delusa da una domenica deludente. E non l'ho deciso io se la domenica mette la parola fine, ad un fine settimana troppo veloce, lasciandoci da soli ad aspettare un giorno già odiato prima di conoscerlo.
La domenica esausta ma non ancora finita, vuole andarsene via. Le dico che è ancora presto. Malinconica, ma orgogliosa, mi sorride e mi dice che non può più rimanere senza il mio permesso. Prima di andare via mi confessa ancora un segreto troppo evidente. Neanche lei mi ha mai sopportato.
E non c'era bisogno che le chiedessi spiegazioni. Anche se soffriva, si è sempre accorta che, nel pieno del suo pomeriggio, io, mezzo vuoto, pensavo già che fosse l'inizio di un imminente lunedi.

martedì 23 giugno 2026

AUGUSTA TAURINORUM CAPUT ITALIAE

La città che amo è proprio magica. La città che amo, disegnata con angoli retti da linee perfette ed incroci di parallele perpendicolari, è sempre al vertice dei miei pensieri. La città che amo è Divina e commedia, mossa dal vanto del suo essere paradiso e inferno e dal vento di vortici che soffiano sul suo trucco fatto di magia bianca e magia nera. Nella città che amo, moltissimi ammirano le stelle, a strisce bianche e nere, che corrono sul rettangolo di un prato verde. Nella città che amo, si sente l'immortale sospiro dello spirito Olimpico che avvolge vecchi cuori granata, che hanno fatto Grande il suo nome. La città che amo è stata una Casa Reale che ha regnato a lungo, fino a quando è stata svegliata dal pianto di una neonata Repubblica a cui hanno tolto democraticamente le fasce. Per la città che amo è sempre stato facile primeggiare. Per classe, eleganza, stile, rigore e non sarà mai seconda a nessun'altra. La città che amo è stata la prima Capitale di un'Italia unita da espressioni geografiche dialettali e da italiani ancora da fare. La città che amo era una fabbrica di idee che montavano 4 ruote su infinite automobili.
La città che amo era la prima della classe di una scuola guida aperta a tutti gli italiani, chiamando quel collocamento per offrire loro un lavoro ed una nuova opportunità. La città che amo veniva lasciata sola ad agosto, quando si svuotava dei suoi ospiti con gli affetti lontani e i cuori in affitto. La città che amo ha preparato una fetta di polenta talmente stretta da soddisfare il palato fine dei suoi polentoni. La città che amo è soprattutto un meraviglioso museo a cielo aperto. Quello Egizio custodisce faraonici tesori, quello dell'Auto è un concessionario d'epoca, quello del Cinema conserva i suoi film in pellicole protettive, quello della Montagna prega sulla collina dei suoi frati. La città che amo è un attico barocco con ampi Saloni di bellezza. Un tempo del Gusto e adesso del Libro, prestato ad altre città che possono solo e fotocopiare con brutte copie. Ed è finalmente ritornato nell'unica biblioteca, a forma di Lingotto, che gli appartiene.
La città che amo è una Gran Madre che volta le spalle alla sua collina e segue con lo sguardo in religioso silenzio, un Figlio che è li, solo in centro. La città che amo è un salotto accogliente, protetta da Murazzi con grandi macchie, create dal fiume più lungo con il nome un Po corto. La città che amo ha anche il suo Monte, dei cappuccini ordinati nei suoi numerosi caffè. La città che amo è Chiesa e Sepolcro, avvolti nel lenzuolo custodito nello spirito di un Giubileo Sacro, che si è fatto D'Uomo. La città che amo ha una Basilica che veglia e rialza i suoi caduti, vinti solo dal fato. La città che amo ha una Mole immensa, talmente alta che ha una stella come punta. La città che amo è lunga di portici fatti anche di carta e se inizia a piovere possiamo immergerci nella lettura di libri dal profumo buono e non di cartapesta. La città che amo ha un suo Castello, piazzato nel centro, riverente ad un Principe di Piemonte, fiero ed orgoglioso del suo cavallo dalla faccia di bronzo. La città che amo offre da bere a tutti, pubblicamente; l'acqua fresca esce continuamente dalla bocca di tori verdi ed immobili anche se gli sventoliamo davanti fazzoletti rossi. Della città che amo dicevano che era talmente fredda che per scaldarla le hanno poi regalato una fantastica olimpiade di neve. La città che amo è dolce nella sua maschera di cioccolato al Gianduja. La città che amo è una bella scoperta per tutti quelli che non ci sono mai stati e per quelli che ci sono sempre. La città che amo si chiama Torino e la ammiro continuamente perchè è alle porte di Collegno, città in cui vivo. Essendo una delle sue tante cinture, saranno legate per sempre intorno alla linea eterna delle rispettive vite. Lontane, al massimo, una Metro di distanza.

giovedì 7 maggio 2026

BUONANIMA

Tutti noi, quando veniamo al mondo per fare un giro tondo, vorremmo lasciare tracce per farci trovare da un amore che ci liberi dalle paure dei nostri nascondigli. Vivendo le nostre verità e facendo finta di non sapere, che c'è sempre una taglia costosa e stretta che può togliere gli alimenti alla nostra fame di felicità. Che disegna quella linea sottile che separa la vita dalla morte. Una linea che si piega più volte su se stessa e non spiega come per qualcuno sia retta nella rotta di un orizzonte sereno e per qualcuno sia sbandata, bendata e curva nelle spalle di giorni pesanti fatti di sere no. Una linea invisibile, libera negli squilli di un'esistenza felice oppure occupata nel rispondere male alle nostre domande silenziose. Una linea interrotta che divide l'ordine equilibrato dei nostri anni con il disordine maniacale dei nostri malanni. Una linea continua che spesso non è in linea con i nostri principi reali, non essendo all'altezza della nostra corte. Estratti a sorte da un destino infedele che provoca macerie e da quei conti che non tornano mai per ricostruire passato e futuro. Una linea immaginaria che, che a volte perdiamo e prendiamo, e spesso non ne comprendiamo i voli pindarici verso un altro mondo. Noi che pensiamo di essere aquile nel disegnare nell'aria linee senza fine e la vita, aquilone, che ha già deciso per noi, insieme al vento, di segnare il confine tra la terra e il cielo. E quella linea diretta, in un giorno a noi sconosciuto, avrà l'ultima parola del nostro fiato spezzato. Lasciando malori, morali e dolori a pezzi, eternamente vivi, nel cuore, nella testa e nell'anima di chi rimane. In questo gran bel film nel quale saremo i migliori attori di un'ultima scena che non avrà repliche. Apostoli di un'ultima cena che ci lascerà l'amore in bocca e l'amaro nello stomaco. Protagonisti e antagonisti, di una vita che non abbiamo voluto, ma che abbiamo comunque amato. Volata via con le ali di un angelo, lassù tra le nuvole, o caduta in volo laggiù per terra, raccolti dalle braccia di un Lucifero ribelle. Nell'aldilà del bene o del male. In quel viaggio di sola andata che nessuno mai potrà raccontare a chi aspetta un insperato ritorno.