martedì 9 marzo 2021
PRIMADONNA
… perdere non fa mai piacere a nessuno.
Abbiamo comunque partecipato ad una bella partita ed oggi, con commossa partecipazione, assistiamo alla tua dipartita.
Abbiamo perso qualcosa d’importante... una colonna portante dall’autorità giudiziaria.
Persi ma non vinti siamo ancora più convinti che farai vincere un’altra squadra.
Ormai indifesi ci metteremo in difesa di questo ufficio, con la fiducia nel prossimo futuro.
Banale dirti che sei stata un’ottima collega;
Banale dirti che sei stata impeccabilmente professionale;
Banale dirti che sei stata sempre disponibile;
Banale immaginare che da domani troverai la tua migliore posizione organizzativa;
Banale dirti che mi hai insegnato tanto e per questo ti ringrazio personalmente;
Banale non significa però scontato.
Ho letto, infatti, che nell’antichità, banale era qualcosa il cui uso era concesso all’intera comunità.
Ed in questo senso sei stata molto banale per la nostra comunità, come oggi sono i nostri sentimenti per te … banali ma non per questo di minor valore…
Buona vita, cara Eva!
lunedì 8 marzo 2021
LOTTO MARZO
Donna.
Unica nel suo genere. Femminile.
Sempre in guardia di un corpo da difendere dagli occhi del mondo cieco, che con occhiali spessi, offende spesso il suo pudore, al sapore di libertà.
Donna.
Colta nel fiore della sua innocente fragranza di un dolce profumo da diffondere.
Donna. Quando lo conquisti, puoi respirare felice l'odore buono di un amore che non ti soffoca, che difenderai a tutti i costi senza risparmiarti mai.Donna.
Da proteggere con il sudore di gocce salate di dolci sacrifici. Che faranno dei suoi occhi profondi, meravigliose emozioni e trasparenti superfici.
Donna di casa, Donna di mondo, Donna bambina che fa il girotondo.
Fiocco di neve rosa, madre di coccole e figlia di speranze immacolate.
Sacra e profana, colonna importante di qualsiasi casa e famiglia, per tutti gli uomini di buona volontà. Primadonna, modella con foto stupende, le pose e lo stile della sua affascinante personalità.
Musa ispiratrice di qualsiasi Amore, affronterà quel muso duro e maschile con morbidi baci che si fideranno ciecamente dei suoi occhi chiusi.
Donna.
Da accarezzare con attenzioni e premure che vivono nella coppia con sensazioni sicure. Donna. Che gode di buona salute solo quando viene contagiata dalla febbre d'amore.
Solo così non potrà soffrire nella malattia gelosa, possessiva e violenta. Donna. Prenditi cura di te e sentiti sempre libera di scegliere il medico migliore per il tuo cuore.
Donna. Sei vanitosa e preziosa, rosa e mimosa, capricciosa e curiosa, misteriosa e premurosa, maliziosa e fantasiosa, sposa ed ambiziosa.
Tocca a noi scegliere il sapore che più ci piace e provare quel gusto unico per rendere normale questo giorno speciale.
giovedì 18 febbraio 2021
MENO MALE
In questo tempo analfabeta di baci ed abbracci compongo e scompongo parole con le lettere del mio alfabeto, già morso e mai più rimorso da antichi pianti.
Ora vivo e vegeto come l'albero di una nuova vita che ho rimpiantato senza rimpianti.
Ci hanno regalato una vita da rispettare e, con tutto rispetto, fidiamoci ancora dei nostri occhi, troppo segnati dalle notti insonni di sogni sfrontati e puntualmente infranti.
Amanti e carnefici, fissiamo appuntamenti senza fretta e senza tempo, stempiati dalla fronte non comune di quegli strappi alle regole, fatte di ore illegali, uguali e stancamente veloci.
In apnea, di un fiato corto di lunghi silenzi, segniamo il passo ad un passato ormai segnato, verso un presente già assegnato, oltre un futuro dolcemente sognato.
Spesso contratti, lasciamo distratti, segni e ritratti... a tratti labili o astratti indelebili.
Le nostre speranze ed i nostri sogni, spesso combaciano nei contorni di labbra che nascondono un sorriso, proprio lì, voglioso di farsi trovare.
Nel sonno addormentato di un dormiveglia svogliato di dormire, viviamo sogni dorati cullati nella metà di un letto condiviso. Cerchiamo, però di evitare gli incubi di una meta prefissata che non raggiungeremo mai.
Capita, e mi è successo, che la vita prenda i nostri sogni in ostaggio e per liberare la mente, chieda un riscatto, morale e personale. Orfani delle nostre aspettative siamo in difficoltà ad onorare quel debito, rapiti anche noi dalla bellezza di scelte incompiute. E cosi lasciamo perdere vittorie già scritte.
Sotto un cielo incerto delle nostre previsioni, nasciamo nel segno di uno zodiaco, sovraesposto in luce notturna, che lascerà quel segno che, più o meno, disegnerà la retta di un orizzonte rassicurante o la curva di una salita imprevista.
Ed è nei momenti di fatica e sconforto che la nostra anima s'impreziosisce delle perle del sudore dei nostri sforzi, e bagna una pelle seccata dal suo essere stufa di questa freddezza virale.
Una pelle dai margini definiti, sempre pronta a rimarginare le nostre ferite, siano esse superficiali e distratte o profonde e dolorose.
Una pelle dura che vendiamo cara al peggior offerente e che regaliamo a chiunque si offra per una carezza distratta e leggera.
La nostra pelle che, in fondo, è il nostro abito migliore, nel quale ci abitiamo volentieri e ne abbiamo fatto un'abitudine che non cambieremo mai. Neanche per uno sconto di pena che la vita ci propone. Vale comunque la pena, provare a vivere, abbracciati per sempre alla vita della sua amica speranza... perchè, insieme alla vita stessa, è sempre l'ultima a morire.
giovedì 11 febbraio 2021
MASCHIO ALFA
Mi avete detto di tutto, mi avete scritto di più, mi avete letto in tanti, mi avete etichettato in ogni modo...
scrittore, poeta, sognatore, romantico, amico, fratello e compagno di avventure...
io che non sopporto l'etichetta, oggi me la stacco da dosso, troppo appiccicosa per un'origine non controllata.
Ticchetto, così, parole frenetiche su tasti dolenti, prima indolente e poi nolente nel curar l'orgoglio ferito.
Io che pensavo, forse ingenuo, ad una remota possibilità di successo, mi sono ritrovato cotto, sì, non per amor proprio
ma bruciato dalla passione di qualcun altro.
E' cosi il mio cuore, ardente di fuoco per lei, ha alzato troppo la temperatura e mi è venuta la febbre d'amore...
Ho dovuto prendere antinfiammatori per spegnere la fiamma, già vecchia di sogni proibiti.
Cara la mia Diletta, speravo di essere il tuo amico diletto, ma mi hai fatto cadere dal letto di castelli in aria, per
far posto all'invasore.
Pensavo di averti dimostrato la mia devozione per te... io che non credo per non bestemmiare e non fumo per respirare aria pura
mi hai rotto i polmoni, già pieni dell'odore della tua carne debole, distesa sulla brace e poi rigirata tra le braccia del turco
barbuto.
Hai ballato il Can Can, con il bel Can ... io che purtoppo ballo da cani e ora da solo.
Noncurante dei miei dolori di stomaco, hai mandato all'aria i miei sogni, cambiata nella turca novità del momento.
Io che sognavo con te una L(e)otta senza fine, hai segnato il confine della mia storia immaginaria.
Tutti sappiamo che ti piace la grana ma non pensavo gustassi anche quello turco. Ho buttato il mai(s) dei tuoi rifiuti e la coppia è scoppiata.
Hai provato a gonfiare le pop e mi hai fatto le corn, che porto comunque con sportività. Arbitro nel giocare contro la (s)figa che non ho mai avuto.
Io, umile dilettante mi sento invaso da un ottomano sentimento di solitudine. Penso che ora, ci vorrebbero otto mani per farmi forza e risollevare
la mezz'asta della mia bandiera.
Non porto però nessun rancore... auguro per te una buona fortuna, anche se cornuto e mazziato.
Dedico a me stesso e a voi, cari amici, un alternativo buonporno, ops, scusate volevo dire buongiorno...
Per tutti noi che, in fondo, dovremmo essere uomini che non devono chiederla mai...
mercoledì 27 gennaio 2021
IL SEGNO DELLA CROCE... UNCINATA (OLOCAUSTO)
... Oggi va così. Non riesco proprio a concentrarmi.
Non c'è abbastanza campo per il concentramento dei miei pensieri, come al solito anarchici e protestanti.
Sento la mancanza di quella concentrazione che mi servirebbe per ripassare un libro di storia, sordo senza il suo indice d'ascolto.
Basterebbero poche gocce per rimanere concentrato in questo giorno della memoria. Corta come la coperta che non ripara o lunga di ricordi terminali.
Ho perso le tracce e gli appunti di un discorso, interrotto sul più bello, da un blocco mentale e fuori posto.
E allora segno il passo e chiudo gli occhi sul presente incerto, influenzato da un passato febbrile... Il tempo mi fa salire in macchina e partiamo veloci in retromarcia.
Mi ritrovo nel fuori campo sfocato, con gli occhi stanchi e lenti senza montatura. Adesso vedo solo in bianco e nero.
Osservo pigiami a righe che indossano esseri umani, stelle sul petto, tatuaggi di numeri, uomini con gli stivali, cani e lupi abbaianti, fari notturni abbaglianti e pianti bisbigliati...
Aleggia il vento gelido di una morte estratta a sorte.
Ascolto il suono del silenzio, rotto nel tonfo di un altro martire, caduto sulla terra, fredda ed accogliente delle sue spoglie, nude al cospetto della sua ingiusta condanna. Fine pena mai.
Continuo a cercare fili di speranza, anche se spezzati.
Ne trovo a milioni e li raccolgo uno per uno. Sono i capelli caduti nei riccioli e nelle trecce, tagliati, senza una spiegazione a quegli angeli con il cappello da quei diavoli per ogni loro capello.
Altri fili li ho scoperti, elettrici, spinati e traccianti nel confine di una libertà, invisibile agli occhi.
Respiro paura e non trovo la cura per questo freddo tagliente, come il rasoio dei suoi lunghi inverni, fatti di neve, brividi e nebbia.
Che scena agghiacciante, gelida e oscena di umiliazioni aberranti, raccapriccianti di orrori e copiata da errori di una soluzione finale e sbagliata.
Esco di scena, sopravissuto e ancora vivente; mi sento un soggetto smarrito dal tempo furtivo di un prossimo domani.
Proprio adesso che avevo raccolto gomitoli di fili per provare a ricucire le anime strappate a quei corpi, fatti di pelle e ossa.
Ritornato al futuro, appoggio gli occhi su un campo finalmente aperto.
Mi sento comunque condizionato dalle parole urlate in silenzio, lette negli occhi disperati delle donne, uomini e bambini che ho incontrato e non ho mai conosciuto.
Con una corazza fiera ed orgogliosa e per questo razziati della loro dignità.
Finalmente concentrato, cercherò di alzare il mio morale, imparando la morale di questa triste storia.
La stessa storia che, ancora oggi, teste vuote e rasate vorrebbero ripetere alzando il braccio. Destro.
Oggetti maligni, figli senza padre, di una propaganda ignobile, indegna, crucca ed assassina.
Stupendo sarebbe cambiarne il corso ed il finale... Una storia diversa nella quale i deportati sarebbero i veri protagonisti della loro vita.
Soggetti Benigni, che insegnerebbero alle future generazioni il significato della frase più dolce da dire... semplicemente che...
LA VITA E' BELLA!
venerdì 22 gennaio 2021
TERMINI DI LEGGE
Come sempre avete ragione.
E' da un po che non vi scrivo. Anzi è da un bel po che non scrivo.
Non c'è ragione per questa mia assenza prolungata. Volevo cambiare registro per trovare la giustificazione per questo misfatto, ormai non più quotidiano, di un buongiorno condiviso.
Non ho ragionato da sùbito, sul torto da voi subìto e, contorto, constaterò amichevolmente questo incidente di percorso.
Ma oggi sono deciso a fare un inciso prima di incidere questo nuovo brano. Dirò fuori dai denti quel giudizio incisivo che mi avete curato con i vostri meravigliosi giudizi universali.
Mi scuso ancora per aver avuto il fiato corto, ma ho corso disperato per raggiungere il tempo perduto che mi stava togliendo il respiro e soffiare via il suo fiato sul mio collo.
Ho dato spazio alla voce di un nuovo capitolo e ho tolto il tempo alle parole che non vi ho ancora scritto.
Ho creato un nostro, solo nostro, rapporto di fiducia. E sulla questione abbiamo la maggioranza. Quindi andiamo avanti.
Da amante della vita, fisso un altro appuntamento fisso con la promessa che non vi darò più buca nella sua terra.
Staccherò dal chiodo l'amica penna ed inchioderò al muro il suono astratto di un quadro dipinto con vecchi silenzi.
Avrò bisogno, ancora una volta, dei vostri appunti, che diventeranno spunti per fare nuove riflessioni, allenando la mente.
Lei che adesso finalmente, al mio sangue non mente.
E' cosi mi ritrovo a scrivere pensieri trovati qua e là nel mio essere latitante dentro, per chi la fuori, legge per scappare nel momento di un'evasione.
Ora sono ancora più convinto che anche la mia vita legge i miei buongiorno... mi ha fatto capire che è scemo chi non legge oltre le righe di un messaggio... mi ha detto che è ancora più scemo chi crede nella legge del più forte... mi ha fatto conoscere la legge chiamandola per nome.
Questa è la bellezza della vita, con le sue regole non scritte, noncurante delle nostre previsioni del suo tempo incerto.
Nonostante tutto, ho forse capito la sua vera potenza democratica... in effetti la forza della sua natura detta legge... che è uguale per tutti...
mercoledì 30 dicembre 2020
NATALE QUALE?
Indifferente ai nostri occhi bambini e sofferenti, è appena passato questo differente Natale venti venti, di guerra e pace...
Già arresi ed indifesi, ci ha proposto una resa senza condizioni, presa e sfuggita nella condanna con la condizionale del vorrei ma non posso. Abbiamo firmato un armistizio nel solstizio d'inverno, rigido nelle regole di un gioco duro che qualche decretino ha stabilito.
E così, duri a morire, abbiamo iniziato a giocare anche noi.
Abbiamo fatto i Conti con il passato, travestito da futuro prossimo, e ci presenteremo come concorrenti alternati che vivranno il prossimo anno controcorrente... senza prendere la scossa. Ma prima di noi ha giocato il Natale, con trucco e parrucco, che ha dato i natali ad una pessima imitazione di se stesso... limitazione del nostro raggio d'azione, freddo di un sole spento.
E noi muti come una tombola non giocata ad osservare questo Natale andato a male, scaduto e scadente nel finale, finzione sleale nel suo essere teatrale, plebeo reale nel suo regale irreale, prematuro e sofferente nel suo ospedale neonatale.
Pallido e magico, senza trucco ma con l'inganno, che ha trasformato lo zucchero in sale, la pioggia in temporale, un giorno diverso in uno uguale.
Ma nel bene e nel male abbiamo bisogno di uno spazio mondiale e vitale, nel quale viaggiare con la migliore visuale, accompagnati dai pensieri e nuovi incontri, nel passaggio che va dal singolare al plurale.
Quanta pena stiamo scontando, nei saldi e negli insoliti caldi di un coprifuco glaciale... per qualcuno è la paura di un obbligo vaccinale, per molti è il soggiorno domestico banale e neutrale, per alcuni è l'affondo del tacco del nostro Stivale, per tutti è la scusa per evitare un verbale.
Ora però ci aspetta dietro un angolo, spero non ottuso, un anno nuovo di zecca. Non più parassita di giorni appassiti, ma coniato in uno Stato ideale, normale e, al tempo stesso speciale.
Siamo diventati allenatori cinici e crudeli di una lunga stagione e, alla fine, abbiamo conquistato quel punto che ci ha portato alla salvezza.
Ora quel punto lo mettiamo alla domanda di un'offerta che potremmo anche rifiutare.
Caro 2021, proteggi i tuoi 365 figli e fogli, e fidati per una volta di qualcos'altro che non sia il tuo tempo. Volta le spalle a tuo fratello, spoglio di una fine non proprio lieta e andiamo insieme a capo, dopo aver fatto di quel punto una nuova situazione.
Siamo tutti pronti per preparare questo nuovo inizio... facciamo un patto però... tu togli il danno al Capodanno e noi aggiungiamo al capo la Buona Speranza!
Buon 2021
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