martedì 16 marzo 2021
TORTA IN FACCIA
Il mio fiume di parole è in piena forma...
Scorre lento ed indifferente come il nostro tempo colpevolmente in ritardo ed instabile nelle sue lancette spuntate.
E allora continuo a vivere per scrivere e descrivere la storia della mia anima e dipingere la geografia dei miei passi.
E' passato un anno da quando abbiamo iniziato a difenderci a zona e per 365 volte ha dato i numeri in questo lotto estratto a sorte.
Folle nella sua corsa, con la cadenza di una marcia bassa e maleodorante.
Inviato in questa zona di guerra proverò a fare la pace con me stesso e mi ritaglierò lo spazio necessario per rincorrere i miei desideri infiniti.
Ho deciso, quindi, di cambiare aria, non per sparire ma per respirare quel profumo buono di libertà, pagata a caro prezzo nella cauzione di una buona condotta, dove il condizionale è ancora d'obbligo.
oggi è la mia festa... 47 anni fa mi hanno regalato una vita e con Lei sto camminando con gli errori insegnanti indossando scarpe contadine.
Adesso regalatemi voi qualcosa... mi basta un sorriso condiviso. Buttate giù la maschera perchè voglio che il vostro affetto sia, il più possibile contagioso e virale.
Nella zona climatica del mio cuore sento il bisogno di ricevere un acceso colore di nuovi messaggi ed un ardente calore dei vostri massaggi per la mia mente inquieta durante questa tempesta.
Soffierò sul fuoco delle mie 47 candele per tenerle sempre accese, spegnendo sul nascere nostalgie piccole e canaglie da c'era una volta...
Vivo ormai in una zona sismica perchè mi è mancata quella terra ferma sotto i piedi... io che vivrò sempre con la testa, lassù, tra le nuvole perchè in fondo sarò sempre un Pesci fuor d'acqua!
martedì 9 marzo 2021
PRIMADONNA
… perdere non fa mai piacere a nessuno.
Abbiamo comunque partecipato ad una bella partita ed oggi, con commossa partecipazione, assistiamo alla tua dipartita.
Abbiamo perso qualcosa d’importante... una colonna portante dall’autorità giudiziaria.
Persi ma non vinti siamo ancora più convinti che farai vincere un’altra squadra.
Ormai indifesi ci metteremo in difesa di questo ufficio, con la fiducia nel prossimo futuro.
Banale dirti che sei stata un’ottima collega;
Banale dirti che sei stata impeccabilmente professionale;
Banale dirti che sei stata sempre disponibile;
Banale immaginare che da domani troverai la tua migliore posizione organizzativa;
Banale dirti che mi hai insegnato tanto e per questo ti ringrazio personalmente;
Banale non significa però scontato.
Ho letto, infatti, che nell’antichità, banale era qualcosa il cui uso era concesso all’intera comunità.
Ed in questo senso sei stata molto banale per la nostra comunità, come oggi sono i nostri sentimenti per te … banali ma non per questo di minor valore…
Buona vita, cara Eva!
lunedì 8 marzo 2021
LOTTO MARZO
Donna.
Unica nel suo genere. Femminile.
Sempre in guardia di un corpo da difendere dagli occhi del mondo cieco, che con occhiali spessi, offende spesso il suo pudore, al sapore di libertà.
Donna.
Colta nel fiore della sua innocente fragranza di un dolce profumo da diffondere.
Donna. Quando lo conquisti, puoi respirare felice l'odore buono di un amore che non ti soffoca, che difenderai a tutti i costi senza risparmiarti mai.Donna.
Da proteggere con il sudore di gocce salate di dolci sacrifici. Che faranno dei suoi occhi profondi, meravigliose emozioni e trasparenti superfici.
Donna di casa, Donna di mondo, Donna bambina che fa il girotondo.
Fiocco di neve rosa, madre di coccole e figlia di speranze immacolate.
Sacra e profana, colonna importante di qualsiasi casa e famiglia, per tutti gli uomini di buona volontà. Primadonna, modella con foto stupende, le pose e lo stile della sua affascinante personalità.
Musa ispiratrice di qualsiasi Amore, affronterà quel muso duro e maschile con morbidi baci che si fideranno ciecamente dei suoi occhi chiusi.
Donna.
Da accarezzare con attenzioni e premure che vivono nella coppia con sensazioni sicure. Donna. Che gode di buona salute solo quando viene contagiata dalla febbre d'amore.
Solo così non potrà soffrire nella malattia gelosa, possessiva e violenta. Donna. Prenditi cura di te e sentiti sempre libera di scegliere il medico migliore per il tuo cuore.
Donna. Sei vanitosa e preziosa, rosa e mimosa, capricciosa e curiosa, misteriosa e premurosa, maliziosa e fantasiosa, sposa ed ambiziosa.
Tocca a noi scegliere il sapore che più ci piace e provare quel gusto unico per rendere normale questo giorno speciale.
giovedì 18 febbraio 2021
MENO MALE
In questo tempo analfabeta di baci ed abbracci compongo e scompongo parole con le lettere del mio alfabeto, già morso e mai più rimorso da antichi pianti.
Ora vivo e vegeto come l'albero di una nuova vita che ho rimpiantato senza rimpianti.
Ci hanno regalato una vita da rispettare e, con tutto rispetto, fidiamoci ancora dei nostri occhi, troppo segnati dalle notti insonni di sogni sfrontati e puntualmente infranti.
Amanti e carnefici, fissiamo appuntamenti senza fretta e senza tempo, stempiati dalla fronte non comune di quegli strappi alle regole, fatte di ore illegali, uguali e stancamente veloci.
In apnea, di un fiato corto di lunghi silenzi, segniamo il passo ad un passato ormai segnato, verso un presente già assegnato, oltre un futuro dolcemente sognato.
Spesso contratti, lasciamo distratti, segni e ritratti... a tratti labili o astratti indelebili.
Le nostre speranze ed i nostri sogni, spesso combaciano nei contorni di labbra che nascondono un sorriso, proprio lì, voglioso di farsi trovare.
Nel sonno addormentato di un dormiveglia svogliato di dormire, viviamo sogni dorati cullati nella metà di un letto condiviso. Cerchiamo, però di evitare gli incubi di una meta prefissata che non raggiungeremo mai.
Capita, e mi è successo, che la vita prenda i nostri sogni in ostaggio e per liberare la mente, chieda un riscatto, morale e personale. Orfani delle nostre aspettative siamo in difficoltà ad onorare quel debito, rapiti anche noi dalla bellezza di scelte incompiute. E cosi lasciamo perdere vittorie già scritte.
Sotto un cielo incerto delle nostre previsioni, nasciamo nel segno di uno zodiaco, sovraesposto in luce notturna, che lascerà quel segno che, più o meno, disegnerà la retta di un orizzonte rassicurante o la curva di una salita imprevista.
Ed è nei momenti di fatica e sconforto che la nostra anima s'impreziosisce delle perle del sudore dei nostri sforzi, e bagna una pelle seccata dal suo essere stufa di questa freddezza virale.
Una pelle dai margini definiti, sempre pronta a rimarginare le nostre ferite, siano esse superficiali e distratte o profonde e dolorose.
Una pelle dura che vendiamo cara al peggior offerente e che regaliamo a chiunque si offra per una carezza distratta e leggera.
La nostra pelle che, in fondo, è il nostro abito migliore, nel quale ci abitiamo volentieri e ne abbiamo fatto un'abitudine che non cambieremo mai. Neanche per uno sconto di pena che la vita ci propone. Vale comunque la pena, provare a vivere, abbracciati per sempre alla vita della sua amica speranza... perchè, insieme alla vita stessa, è sempre l'ultima a morire.
giovedì 11 febbraio 2021
MASCHIO ALFA
Mi avete detto di tutto, mi avete scritto di più, mi avete letto in tanti, mi avete etichettato in ogni modo...
scrittore, poeta, sognatore, romantico, amico, fratello e compagno di avventure...
io che non sopporto l'etichetta, oggi me la stacco da dosso, troppo appiccicosa per un'origine non controllata.
Ticchetto, così, parole frenetiche su tasti dolenti, prima indolente e poi nolente nel curar l'orgoglio ferito.
Io che pensavo, forse ingenuo, ad una remota possibilità di successo, mi sono ritrovato cotto, sì, non per amor proprio
ma bruciato dalla passione di qualcun altro.
E' cosi il mio cuore, ardente di fuoco per lei, ha alzato troppo la temperatura e mi è venuta la febbre d'amore...
Ho dovuto prendere antinfiammatori per spegnere la fiamma, già vecchia di sogni proibiti.
Cara la mia Diletta, speravo di essere il tuo amico diletto, ma mi hai fatto cadere dal letto di castelli in aria, per
far posto all'invasore.
Pensavo di averti dimostrato la mia devozione per te... io che non credo per non bestemmiare e non fumo per respirare aria pura
mi hai rotto i polmoni, già pieni dell'odore della tua carne debole, distesa sulla brace e poi rigirata tra le braccia del turco
barbuto.
Hai ballato il Can Can, con il bel Can ... io che purtoppo ballo da cani e ora da solo.
Noncurante dei miei dolori di stomaco, hai mandato all'aria i miei sogni, cambiata nella turca novità del momento.
Io che sognavo con te una L(e)otta senza fine, hai segnato il confine della mia storia immaginaria.
Tutti sappiamo che ti piace la grana ma non pensavo gustassi anche quello turco. Ho buttato il mai(s) dei tuoi rifiuti e la coppia è scoppiata.
Hai provato a gonfiare le pop e mi hai fatto le corn, che porto comunque con sportività. Arbitro nel giocare contro la (s)figa che non ho mai avuto.
Io, umile dilettante mi sento invaso da un ottomano sentimento di solitudine. Penso che ora, ci vorrebbero otto mani per farmi forza e risollevare
la mezz'asta della mia bandiera.
Non porto però nessun rancore... auguro per te una buona fortuna, anche se cornuto e mazziato.
Dedico a me stesso e a voi, cari amici, un alternativo buonporno, ops, scusate volevo dire buongiorno...
Per tutti noi che, in fondo, dovremmo essere uomini che non devono chiederla mai...
mercoledì 27 gennaio 2021
IL SEGNO DELLA CROCE... UNCINATA (OLOCAUSTO)
... Oggi va così. Non riesco proprio a concentrarmi.
Non c'è abbastanza campo per il concentramento dei miei pensieri, come al solito anarchici e protestanti.
Sento la mancanza di quella concentrazione che mi servirebbe per ripassare un libro di storia, sordo senza il suo indice d'ascolto.
Basterebbero poche gocce per rimanere concentrato in questo giorno della memoria. Corta come la coperta che non ripara o lunga di ricordi terminali.
Ho perso le tracce e gli appunti di un discorso, interrotto sul più bello, da un blocco mentale e fuori posto.
E allora segno il passo e chiudo gli occhi sul presente incerto, influenzato da un passato febbrile... Il tempo mi fa salire in macchina e partiamo veloci in retromarcia.
Mi ritrovo nel fuori campo sfocato, con gli occhi stanchi e lenti senza montatura. Adesso vedo solo in bianco e nero.
Osservo pigiami a righe che indossano esseri umani, stelle sul petto, tatuaggi di numeri, uomini con gli stivali, cani e lupi abbaianti, fari notturni abbaglianti e pianti bisbigliati...
Aleggia il vento gelido di una morte estratta a sorte.
Ascolto il suono del silenzio, rotto nel tonfo di un altro martire, caduto sulla terra, fredda ed accogliente delle sue spoglie, nude al cospetto della sua ingiusta condanna. Fine pena mai.
Continuo a cercare fili di speranza, anche se spezzati.
Ne trovo a milioni e li raccolgo uno per uno. Sono i capelli caduti nei riccioli e nelle trecce, tagliati, senza una spiegazione a quegli angeli con il cappello da quei diavoli per ogni loro capello.
Altri fili li ho scoperti, elettrici, spinati e traccianti nel confine di una libertà, invisibile agli occhi.
Respiro paura e non trovo la cura per questo freddo tagliente, come il rasoio dei suoi lunghi inverni, fatti di neve, brividi e nebbia.
Che scena agghiacciante, gelida e oscena di umiliazioni aberranti, raccapriccianti di orrori e copiata da errori di una soluzione finale e sbagliata.
Esco di scena, sopravissuto e ancora vivente; mi sento un soggetto smarrito dal tempo furtivo di un prossimo domani.
Proprio adesso che avevo raccolto gomitoli di fili per provare a ricucire le anime strappate a quei corpi, fatti di pelle e ossa.
Ritornato al futuro, appoggio gli occhi su un campo finalmente aperto.
Mi sento comunque condizionato dalle parole urlate in silenzio, lette negli occhi disperati delle donne, uomini e bambini che ho incontrato e non ho mai conosciuto.
Con una corazza fiera ed orgogliosa e per questo razziati della loro dignità.
Finalmente concentrato, cercherò di alzare il mio morale, imparando la morale di questa triste storia.
La stessa storia che, ancora oggi, teste vuote e rasate vorrebbero ripetere alzando il braccio. Destro.
Oggetti maligni, figli senza padre, di una propaganda ignobile, indegna, crucca ed assassina.
Stupendo sarebbe cambiarne il corso ed il finale... Una storia diversa nella quale i deportati sarebbero i veri protagonisti della loro vita.
Soggetti Benigni, che insegnerebbero alle future generazioni il significato della frase più dolce da dire... semplicemente che...
LA VITA E' BELLA!
venerdì 22 gennaio 2021
TERMINI DI LEGGE
Come sempre avete ragione.
E' da un po che non vi scrivo. Anzi è da un bel po che non scrivo.
Non c'è ragione per questa mia assenza prolungata. Volevo cambiare registro per trovare la giustificazione per questo misfatto, ormai non più quotidiano, di un buongiorno condiviso.
Non ho ragionato da sùbito, sul torto da voi subìto e, contorto, constaterò amichevolmente questo incidente di percorso.
Ma oggi sono deciso a fare un inciso prima di incidere questo nuovo brano. Dirò fuori dai denti quel giudizio incisivo che mi avete curato con i vostri meravigliosi giudizi universali.
Mi scuso ancora per aver avuto il fiato corto, ma ho corso disperato per raggiungere il tempo perduto che mi stava togliendo il respiro e soffiare via il suo fiato sul mio collo.
Ho dato spazio alla voce di un nuovo capitolo e ho tolto il tempo alle parole che non vi ho ancora scritto.
Ho creato un nostro, solo nostro, rapporto di fiducia. E sulla questione abbiamo la maggioranza. Quindi andiamo avanti.
Da amante della vita, fisso un altro appuntamento fisso con la promessa che non vi darò più buca nella sua terra.
Staccherò dal chiodo l'amica penna ed inchioderò al muro il suono astratto di un quadro dipinto con vecchi silenzi.
Avrò bisogno, ancora una volta, dei vostri appunti, che diventeranno spunti per fare nuove riflessioni, allenando la mente.
Lei che adesso finalmente, al mio sangue non mente.
E' cosi mi ritrovo a scrivere pensieri trovati qua e là nel mio essere latitante dentro, per chi la fuori, legge per scappare nel momento di un'evasione.
Ora sono ancora più convinto che anche la mia vita legge i miei buongiorno... mi ha fatto capire che è scemo chi non legge oltre le righe di un messaggio... mi ha detto che è ancora più scemo chi crede nella legge del più forte... mi ha fatto conoscere la legge chiamandola per nome.
Questa è la bellezza della vita, con le sue regole non scritte, noncurante delle nostre previsioni del suo tempo incerto.
Nonostante tutto, ho forse capito la sua vera potenza democratica... in effetti la forza della sua natura detta legge... che è uguale per tutti...
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