domenica 2 agosto 2026

PROVA DI MATURITÀ

Tutti noi partecipiamo alla festa del mondo perché qualcuno di speciale ci ha invitato.
Siamo stati concepiti prima come idee a forma di nuvole e poi diventiamo semi di una pianta che donerà i suoi frutti più belli e succosi ai suoi contadini innamorati.
Siamo stati prima, il frutto mai proibito o del peccato, raccolto da mani sapienti e poi, il succo, frutto dell'amore tra un uomo ed una donna.
E così diventiamo prima padri e poi padroni di un destino infantile, destinato a prendere il volo... prima alimentato dal nostro soffio e poi sorretto soltanto dal vento di libertà.
E così diventano prima madri e poi madrine quotidiane di sacramenti devoti, richiamate all'ordine da quella parola che sostituirà per sempre il loro nome... Mamma!
Saremo morbosamente gelosi dei nostri figli e del loro amore per la vita.
Facciamo finta di non sapere che, presto o tardi, si allontaneranno da un tetto sicuro per rifugiarsi in una capanna, fatta di nuove braccia accoglienti.
Dormiranno dolcemente sereni, cullati da fresche labbra che daranno forma a nuove parole.
Saranno ancora legati a noi, da quel filo invisibile, intrecciato nelle telefonate di ogni giorno... 
Sempre troppo lunghe di parole scontate per loro e troppo corte di domande curiose per noi. 
Essere genitori è tutto questo e molto di più. Ieri, oggi e domani. Ora e per sempre. 
Siamo anche liberi di scegliere di concedere la giusta libertà ad un prezzo simbolico, oppure di privarla di quei giusti spazi di libera crescita... spiaggia privata dal costo altissimo. 
E così finalmente, Lorenzo nostro, sei arrivato in un caldo pomeriggio di agosto. Sei uscito senza chiederci il permesso, salutando nel pianto di un parto e nel sorriso sdentato di un dolce ritorno. 
Sei cresciuto insieme alle nostre ansie e paure che rendevano insonni le nostre notti di sguardi ed ore lente. 
Ci hai insegnato ad amare un amore diverso, imparando, di nuovo studenti, lezioni di vita quotidiana. 
Hai ripetuto le nostre parole per farne discorsi allegri e richieste importanti. 
Hai capito senza troppe spiegazioni che per volersi bene bastava e avanzava un sorriso. 
Hai subito inteso che la parola famiglia abitava da sempre con noi perché era di casa. 
Eri la prova del nove del detto perfetto... Non c'è un due se non c'è anche un tre. 
Hai costruito amicizie di sorelle e fratelli, unici nelle ore uniche fatte di spensieratezza, divertimento e serenità. 
Ti abbiamo consegnato la nostra unica copia delle chiavi e tu da quel mazzo, sceglierai dal cassetto i sogni più belli da realizzare. 
Hai imparato, a futura memoria e forse, troppo in fretta, la durezza della vita. Sarà almeno servito per insegnare a quelli che cammineranno con te, il sollievo leggero di condividere un nuovo cammino, anche se ignoto e lontano. 
Hai riempito mai del tutto, il nostro tempo, ritmando il tempo di ore veloci, arrivando sempre in tempo per nuovi sorrisi, ma soprattutto, giusto in tempo per i grandi progetti. 
Hai fatto di noi il passato, rendi vivo il nostro presente, sarai l'orgoglio del nostro futuro. 
Quel terzo tempo che scorre inesorabile. Sempre di corsa. 
E di corsa sei arrivato al 24esimo chilometro... Da ora e per sempre, maggiorenne di giorni sognati, da ieri e mai più, minorenne di anni vissuti. 
Il tempo preso per mano è dalla tua parte. Come te, sarà a sua volta figlio, ma solo delle tue decisioni. Libere di essere scelte. 
Ricorda, figlio mio, che sarai sempre quel figlio delle nostre aspettative e che non sarai mai solo... Io, sempre al tuo fianco, dal pronto intervento, Lei ancora al tuo fianco nella carezza del vento... 


LOLLO..VE

Figlio mio, unico nel suo genere. Speciale nel tuo essere e generoso nel tuo avere. Ancora smarrito, ti sei ritrovato con le spalle al muro, nel pianto rabbioso di domande senza risposte che sfidavano la sorte. Ma ancora più forte, non ti sei mai rinchiuso dentro mura domestiche e non hai mai badato a spendere il tuo tempo nel modo migliore. Ti sei assunto responsabilità precoci e sei diventato il badante personale della tua anima pesante di silenzi e leggera di musica. Custode geloso dei tuoi intimi pensieri hai riaperto le porte a quel mondo che ti ha sempre aspettato per continuare a giocare. E tu, da sempre leale e sportivo, hai preso quella palla al balzo per schiacciare oltre il muro per abbattere la tua sofferenza. Nel tuo essere un fattore positivo, hai raccolto a testa alta i mattoni dei tuoi anni maturi e resistenti ed hai costruito, inotrno a te, la grande muraglia dell'amicizia. Magnifico nel nome e Tedesco nel cognome, hai messo alla berlina tutti i muri di gomma che ti aiuteranno a cancellare gli sbagli innocenti e gli sguardi colpevoli di una compassione e di un pietismo indesiderate. Leone mai solitario, correrai da primatista assoluto, verso traguardi importanti, trasformando i tuoi sogni nei segni delle tue fatiche e del sudore che raggiungeranno i tuoi traguardi. Orgoglioso dei tuoi passi da gigante, terrai sempre allacciate quelle scarpe che non impresterai mai a nessuno. Oggi, con il vento a favore, soffia insieme al sospiro profondo di un ricordo, su quella candela in più che illumina un futuro che è già il tuo presente. Amerai e brucerai nella fiamma di questo nuovo amore, che alimenterai con la fame di respiri che soffieranno sulla fedeltà e coerenza dei vostri giorni migliori. Figlio mio, guarda sempre lontano, oltre l'azzurro dei tuoi occhi che, in fondo, sono anche i miei, incrociati nel nostro amore a prima vista. Quell'azzurro che, 24 anni fa, ha dipinto un cielo grigio di una stanza di ospedale e ci ha unito per sempre in quel sabato pomeriggio che ci aspettava da una vita.

SUPERMAN

Lorenzo mio, patrimonio dell'umanità. Quella che si è unita in matrimonio al tuo essere da quando sei venuto al mondo. Quel mondo che ha scambiato i sogni viventi di pace, con i segni roventi di una guerra tempestosa, rumorosa, dolorosa. Ma io e te, conviventi convinti, viviamo il nostro mondo tra le rose dei tuoi capelli ribelli che profumano i venti (+4) dei tuoi anni più belli. Già..i tuoi anni.... repressi e mai depressi, leggeri del peso della tua immensa anima, passeggeri distratti se li chiami per nome. Protestanti e cardinali che mi hanno eletto papà con grande (e)merito e spirito di sacrificio. Angeli e demoni che hanno sfumato il bianco candore della tua ingenuità infantile. Bruciata da una gioventù accellerata verso una maturità raccolta, frutto di una forte pianta stabile. Contro ogni tuo volere, contro un destino già segnato da qualcuno che si trovava in fuori gioco. Aldilà della linea della vita. Con la saggezza che hai dimostrato nei tuoi silenzi e nei tuoi sorrisi, nei pensieri persi chissà dove e nelle parole che non ci siamo mai dette. Figlie e madri di me e di te, padri entrambi di compassioni respinte e appasionati ricordi... Mai sopiti, mai accantonati, mai dimenticati. Tu, straordinario negli eventi che inventi e ordinario nel tuo disordine organizzato. Tu, che sei il mio Special One, il Leone ruggente, nato con il solleone d'agosto che hai sciolto il mio cuore gelato e lo hai cambiato con il dolce di un cuore caldo. Tu, che ti sei trasformato da ragazzo scolastico a uomo fantastico e reggerai sulle tue spalle robuste i pentagrammi leggeri e musicali delle tue risate contagiose. Tu, che porti un nome ed un cognome che faranno di te una storia importante. Quella che insegnerai con la potenza dei tuoi discorsi e la determinazione dei tuoi occhi. Sfidati e sfidanti di quelli che guadagneranno con la ricchezza della tua fiducia. Viaggia sempre... con le tue scarpe e la tua mente. Senza mentire mai a te stesso e a chi crede nelle tue fatiche. Ci sarà spazio per i tuoi grandi progetti. Perchè la vita, per tutti noi, è universo e università, con i suoi esami. Che non finiscono mai, ma sfiniscono le tue energie. Ma non averne paura. Sarai sempre promosso perchè lo hai promesso alla tua infinita intelligenza. Che si sposa, bellissima, con la tua personalità autorevole. Anche nella buona fede di uno sbaglio non voluto. Non esaurire mai la fame che alimenta la tua spiccata curiosità... ti servirà per esaudire ogni tuo desiderio che metterà ordine alle tue aspettative. Quelle che non possono più aspettare e che ti spettano di diritto, senza più rovesci. E ricorda che non sarai mai più solo... se guardi indietro, butterò i sassi che i tuoi passi incontreranno nel tuo cammino. Se guardi in alto, La vedrai soffiare sul fuoco amico del tuo camino. Quello che ti scalderà per sempre. Come i suoi abbracci pieni di lacci. Oggi, nel traffico dei tuoi anni commoventi, festeggia con gioia e vola alto con la forza dei tuoi anni. E così diventi il super di questo giorno che, per molti, è solo normale. Ed io, che dei miei buongiorni sono lessicodipendente, vado alla ricerca della mia dose quotidiana di lettere. Io, che ho fatto crack quando la mia eroina preferita era finita e mi sentivo spacciato. Ma ho vissuto grazie alla vena poetica che mi porta dritto al tuo cuore. Ti sarò per sempre grato per avermi salvato. Tu, figlio mio. Unico mio eroe stupefacente. Buon compleanno.

IL MAGNIFICO (24 modi per dirti ti amo)

Lorenzo.
Figlio mio, figlio nostro.
sei il figlio di aspettative che non potevano più aspettare.
Sei arrivato in mezzo a Noi, accolto in un mondo a metà tra l'azzurro del mare ed il rosa di un cielo avvolto nel suo dolce tramonto.
Hai realizzato il sogno in una notte di mezza estate che per Noi era già concepito, come te, a Novembre.
Hai messo la croce su un calendario di Agosto nel giorno importante che ha cambiato la nostra vita di tutti i giorni.
Perché la nostra opinione matematica sosteneva che non poteva esistere un due senza un tre. 
Ti ho prestato l'azzurro dei miei occhi ed il biondo dei miei capelli e hai dipinto l'immensità di un cielo che ha abbracciato il tempo dei nostri anni più belli.
Lei ti ha prestato la bocca ed quel sorriso luminoso, in  quel bacio perpetuo che ti sfiora le labbra mentre le accarezzi il viso con le tue mani intrecciate.
Caro il mio Lollo.
Ti guardo tutti i giorni eppure ti vedo sempre in modi diversi. Hai quel profilo unico che unisce i due volti che ti hanno messo al mondo. Hai la grande bellezza di un quadro che ha messo a soqquadro le pareti dei nostri cuori. Hai la forma perfetta del tuo tempo e la sostanza del tuo spazio, che formano l'universo che racchiudi dentro di te. Hai la forza e l'equilibrio per camminare dentro i tuoi passi da gigante. Hai pensieri generosi, collegati e legati a gesti spontanei. Hai la luce dell'anima sempre accesa. Illuminata dal fuoco dei tuoi 24 anni. Hai gli occhi che ti ho regalato e la bocca che Lei ti ha dipinto dolcemente in un'attesa durata 9 mesi. 
Unico figlio, con mille fratelli.
Con la faccia adulta rivolta al futuro ed il corpo, ancora bambino, avvolto nel passato.
Assolto da un peccato che non hai commesso e da una pena che ti ha tristemente commosso.
Fai in modo che quella pena possa sempre valere i sacrifici che farai, per proteggere e difendere i tuoi preziosi valori.
Hai la dolce costanza di vivere il presente per sopravvivere ad un triste passato. Hai la buona sostanza di carne viva e ossa robuste. Hai lacrime e sangue, invisibili ai miei occhi, sempre appoggiati sulle tue spalle forti. Hai parole e sorrisi, intrisi dei visi che amano la tua allegria e sincerità. Hai ricordi profondi, cullati dalle onde di un mare a volte calmo e a volte tempestoso. Hai sogni volanti e pesanti, appesi alla speranza e soffiati dal vento del tuo cambiamento. Hai giornate fatte di ore rallentate e serate sfatte di emozioni accelerate. Hai l'impazienza nell'attesa dell'arrivo dei tuoi giorni futuri. Hai la sicurezza che saranno vissuti con onestà e determinazione. Hai recuperato l'amore che ti è stato tolto e lo hai distribuito alla tua famiglia, ai tuoi amici, a Monica. Hai la personalità e consapevolezza che non sei e non sarai mai un uomo qualunque. Hai la testa ed il cuore per fare le scelte migliori che la vita ti offrirà. Hai le qualità per migliorare tutte le tue quantità. Hai i colori della primavera ed il calore dell'estate. Quella che ami e non tradirai mai. Hai ancora il dolore di un inverno che vuole passare ed invece hai deciso di farlo restare per scaldarlo un pò con il calore dei tuoi respiri. Fai in modo che non geli mai quei sentimenti che proverai a non far mentire. A nessuno, ma soprattutto a te stesso. Ricorda, figlio mio, che sarai sempre tu a fare il cambio stagione della tua vita. Sarà quello il momento giusto per indossare l'abito migliore e vestire l'eleganza del tuo essere speciale. Che è e sarà per sempre, l'orgoglio inestimabile del nostro avere.

sabato 1 agosto 2026

SECONDA SCELTA

Toc toc.
Mi chiedo chi possa essere a quest'ora del mattino. Non aspettavo nessuno. Mi affretto a chiudere nel cassetto i miei sogni dipinti da un'anima visonaria e danzante. Nella realtà silenziosa e ancora troppo assonnata la musica si spegne nei rumori domestici di una casa troppo vissuta e poco vivente. Quei rumori a cui non faccio neanche più caso.
Mi alzo contro la voglia di girarmi dall'altra parte e faccio finta di rivivere una replica di un film già visto troppe volte.
Apro la porta e una donna bellissima si presenta davanti ai miei occhi. E' la domenica, piena di ingenui propositi e indecenti proposte.
Per decenza, la faccio entrare e lei mette subito una croce su un giorno rosso di calendario, geloso dei suoi fogli.
Non sono un buon padrone di casa. Non la metto a suo agio.
Il mio disagio, figlio di giorni agitati e lontani, ha contagiato anche lei.
Le confesso subito che non l'ho mai amata e e l'ho sempre tradita con un sabato qualunque.
La domenica, comunque bellissima ed intelligente, mi ha subito perdonato. Il suo tempo l'ha sempre saputo anche se il mio è sempre stato infedele con lei. E comunque siamo in tanti ad averla usata.
Il sabato, spavaldo, si presenta sempre per primo e consuma quasi del tutto le nostre energie elettriche con scosse che sembravano già scariche nel circuito di un lavoro noioso e ingrato.
E che dire dei nostri sabato pomeriggio, quando l'amore spingeva di corsa le lancette in avanti, nelle braccia di ore illegali.
E non ci importava nulla se ogni sabato sera si alzava la febbre, perchè era quella di una vita sognata tutta la settimana. Non servivano medicine perchè era la nostra reazione, giocando in difesa del nostro corpo con il divertimento più sfrenato.
E poi mica l'ho scritto io che la domenica può essere bestiale o addirittura lunatica.
Già l'immortale Leopardi esaltava la bellezza di un sabato gioioso di paese, nell'attesa festosa di preparativi, poi disillusa e delusa da una domenica deludente. E non l'ho deciso io se la domenica mette la parola fine, ad un fine settimana troppo veloce, lasciandoci da soli ad aspettare un giorno già odiato prima di conoscerlo.
La domenica esausta ma non ancora finita, vuole andarsene via. Le dico che è ancora presto. Malinconica, ma orgogliosa, mi sorride e mi dice che non può più rimanere senza il mio permesso. Prima di andare via mi confessa ancora un segreto troppo evidente. Neanche lei mi ha mai sopportato.
E non c'era bisogno che le chiedessi spiegazioni. Anche se soffriva, si è sempre accorta che, nel pieno del suo pomeriggio, io, mezzo vuoto, pensavo già che fosse l'inizio di un imminente lunedi.

martedì 23 giugno 2026

AUGUSTA TAURINORUM CAPUT ITALIAE

La città che amo è proprio magica. La città che amo, disegnata con angoli retti da linee perfette ed incroci di parallele perpendicolari, è sempre al vertice dei miei pensieri. La città che amo è Divina e commedia, mossa dal vanto del suo essere paradiso e inferno e dal vento di vortici che soffiano sul suo trucco fatto di magia bianca e magia nera. Nella città che amo, moltissimi ammirano le stelle, a strisce bianche e nere, che corrono sul rettangolo di un prato verde. Nella città che amo, si sente l'immortale sospiro dello spirito Olimpico che avvolge vecchi cuori granata, che hanno fatto Grande il suo nome. La città che amo è stata una Casa Reale che ha regnato a lungo, fino a quando è stata svegliata dal pianto di una neonata Repubblica a cui hanno tolto democraticamente le fasce. Per la città che amo è sempre stato facile primeggiare. Per classe, eleganza, stile, rigore e non sarà mai seconda a nessun'altra. La città che amo è stata la prima Capitale di un'Italia unita da espressioni geografiche dialettali e da italiani ancora da fare. La città che amo era una fabbrica di idee che montavano 4 ruote su infinite automobili.
La città che amo era la prima della classe di una scuola guida aperta a tutti gli italiani, chiamando quel collocamento per offrire loro un lavoro ed una nuova opportunità. La città che amo veniva lasciata sola ad agosto, quando si svuotava dei suoi ospiti con gli affetti lontani e i cuori in affitto. La città che amo ha preparato una fetta di polenta talmente stretta da soddisfare il palato fine dei suoi polentoni. La città che amo è soprattutto un meraviglioso museo a cielo aperto. Quello Egizio custodisce faraonici tesori, quello dell'Auto è un concessionario d'epoca, quello del Cinema conserva i suoi film in pellicole protettive, quello della Montagna prega sulla collina dei suoi frati. La città che amo è un attico barocco con ampi Saloni di bellezza. Un tempo del Gusto e adesso del Libro, prestato ad altre città che possono solo e fotocopiare con brutte copie. Ed è finalmente ritornato nell'unica biblioteca, a forma di Lingotto, che gli appartiene.
La città che amo è una Gran Madre che volta le spalle alla sua collina e segue con lo sguardo in religioso silenzio, un Figlio che è li, solo in centro. La città che amo è un salotto accogliente, protetta da Murazzi con grandi macchie, create dal fiume più lungo con il nome un Po corto. La città che amo ha anche il suo Monte, dei cappuccini ordinati nei suoi numerosi caffè. La città che amo è Chiesa e Sepolcro, avvolti nel lenzuolo custodito nello spirito di un Giubileo Sacro, che si è fatto D'Uomo. La città che amo ha una Basilica che veglia e rialza i suoi caduti, vinti solo dal fato. La città che amo ha una Mole immensa, talmente alta che ha una stella come punta. La città che amo è lunga di portici fatti anche di carta e se inizia a piovere possiamo immergerci nella lettura di libri dal profumo buono e non di cartapesta. La città che amo ha un suo Castello, piazzato nel centro, riverente ad un Principe di Piemonte, fiero ed orgoglioso del suo cavallo dalla faccia di bronzo. La città che amo offre da bere a tutti, pubblicamente; l'acqua fresca esce continuamente dalla bocca di tori verdi ed immobili anche se gli sventoliamo davanti fazzoletti rossi. Della città che amo dicevano che era talmente fredda che per scaldarla le hanno poi regalato una fantastica olimpiade di neve. La città che amo è dolce nella sua maschera di cioccolato al Gianduja. La città che amo è una bella scoperta per tutti quelli che non ci sono mai stati e per quelli che ci sono sempre. La città che amo si chiama Torino e la ammiro continuamente perchè è alle porte di Collegno, città in cui vivo. Essendo una delle sue tante cinture, saranno legate per sempre intorno alla linea eterna delle rispettive vite. Lontane, al massimo, una Metro di distanza.

giovedì 7 maggio 2026

BUONANIMA

Tutti noi, quando veniamo al mondo per fare un giro tondo, vorremmo lasciare tracce per farci trovare da un amore che ci liberi dalle paure dei nostri nascondigli. Vivendo le nostre verità e facendo finta di non sapere, che c'è sempre una taglia costosa e stretta che può togliere gli alimenti alla nostra fame di felicità. Che disegna quella linea sottile che separa la vita dalla morte. Una linea che si piega più volte su se stessa e non spiega come per qualcuno sia retta nella rotta di un orizzonte sereno e per qualcuno sia sbandata, bendata e curva nelle spalle di giorni pesanti fatti di sere no. Una linea invisibile, libera negli squilli di un'esistenza felice oppure occupata nel rispondere male alle nostre domande silenziose. Una linea interrotta che divide l'ordine equilibrato dei nostri anni con il disordine maniacale dei nostri malanni. Una linea continua che spesso non è in linea con i nostri principi reali, non essendo all'altezza della nostra corte. Estratti a sorte da un destino infedele che provoca macerie e da quei conti che non tornano mai per ricostruire passato e futuro. Una linea immaginaria che, che a volte perdiamo e prendiamo, e spesso non ne comprendiamo i voli pindarici verso un altro mondo. Noi che pensiamo di essere aquile nel disegnare nell'aria linee senza fine e la vita, aquilone, che ha già deciso per noi, insieme al vento, di segnare il confine tra la terra e il cielo. E quella linea diretta, in un giorno a noi sconosciuto, avrà l'ultima parola del nostro fiato spezzato. Lasciando malori, morali e dolori a pezzi, eternamente vivi, nel cuore, nella testa e nell'anima di chi rimane. In questo gran bel film nel quale saremo i migliori attori di un'ultima scena che non avrà repliche. Apostoli di un'ultima cena che ci lascerà l'amore in bocca e l'amaro nello stomaco. Protagonisti e antagonisti, di una vita che non abbiamo voluto, ma che abbiamo comunque amato. Volata via con le ali di un angelo, lassù tra le nuvole, o caduta in volo laggiù per terra, raccolti dalle braccia di un Lucifero ribelle. Nell'aldilà del bene o del male. In quel viaggio di sola andata che nessuno mai potrà raccontare a chi aspetta un insperato ritorno.

venerdì 22 agosto 2025

L'AMORE NON VA IN VACANZA

La notte di chi Ama non coincide quasi mai con le linee indefinite di un buio profondo e di un cielo infinito, figli orfani di un giorno lontano ed infedele, adottato dalla luce pallida e distratta di una luna insonne. Madre e protettrice dei loro sospiri e delle loro speranze. La notte è sempre di chi Ama perchè incide, con i segni indelebili della sua polvere di stelle, il tappeto della loro pelle increspata, impregnata ed impegnata di sogni ricorrenti. Che corrono e scorrono nelle correnti del fiume di una vita, in piena di parole e desideri. E vedono ogni nuovo buongiorno nel chiaro di un risveglio condiviso con un raggio di sole che unisce quella distanza che non esiste, di due vite che hanno la stessa circoferenza. Che tempo fa domani? è la domanda perpetua degli innamorati ad un destino variabile perchè non ha previsione né precisione. Anni e stagioni hanno la stessa forma e forza dei battiti dei loro cuori giovani che non conosceranno mai la loro età effettiva. Perchè impareranno romanticamente ed unicamente da quella affettiva. Gli innamorati sono i bersagli perfettamente centrati dalle frecce di un Cupido generoso, che rende stupido ogni tentativo di razionalità. Orgogliosi e custodi delle loro emozioni più intime. Quelle che nessun'altro può conoscere perchè il loro nascere è il frutto dell'incontro di due sole Anime. Che non si sentiranno mai sole. Gli innamorati attraversano inconsapevoli, gli incroci pericolosi che incontrano sulle vie della felicità e del dolore, della gioia e della tristezza. A volte attori, spesso spettatori della loro drammatica leggerezza o romantica malinconia, sanno come salvarsi. Rispettando regole non scritte che leggono ogni prima volta lungo il contorno di uno specchio meraviglioso, che riflette il profilo perfetto di occhi che disegnano la sostanza di nuovi domani. Gli innamorati si prendono per mano, ascoltano il respiro, proteggono il silenzio, si affidano ai sogni, curano ferite, difendono la scelta di essere stati scelti. Imparando, insieme, a reggere il peso di un cielo portante sul quale riescono a leggere, con leggerezza, la storia importante del loro futuro. Navigatori e naviganti di un mare che confonde il cielo con la terra, nell'abbraccio dolce di onde emotive che hanno il sapore salato della profondità dell'Anima che dà colore alla superficie dei loro corpi. E quando la mancanza vivrà in un'altra lontananza, s'incontreranno nuovamente nel suono di vocali consonanti. Che aiuteranno a colmare vuoti pieni di silenzi e a calmare quel vento freddo che agita un'esistenza smarrita. Che si ritroverà al fianco di quella metà, unica, esclusiva ed appartenente, che aspetta di indossare i colori e di respirare i profumi dei loro giorni più belli.

domenica 15 dicembre 2024

I cUGIni di compagnia

È stato tutto bellissimo.
L'incantesimo di tornare bambini dentro il corpo di adulti.
Perché crescere non significa lasciare all'infanzia e all'adolescenza l'esclusiva appartenenza ad un tempo fatto di sogni e speranze.
Ci siamo messi in gioco perché giocare da grandi non è un verbo che identifica gli immaturi.
È esattamente il contrario.
Perché coniuga il tempo della nostra esistenza felice con lo spazio della loro resistenza tenace.
Fatto di un passato che ci ha formato con la sua esperienza, un presente che ci ha regalato sostanza, un futuro che vivrà con la sua eterna speranza.
Per chi ci vuole bene e soprattutto per quei bambini che abbiamo visto sorridere negli occhi e urlare di felicità con le loro voci piene di sorrisi.
Perché in fondo sono e saranno sempre Loro il futuro da proteggere, da coccolare, da difendere, anche se non sono figli nostri.
Perché loro saranno sempre la risposta migliore e perfetta alla nostra domanda di asilo, per noi rifUGIati pieni di buona volontà, che abbiamo trovato nei loro cuori azzurri, la casa accogliente e sempre aperta per i nostri abbracci spontanei, avvolgenti ed accoglienti.
Ed insieme alla loro voglia sfrenata di correre, sentiamo scorrere sulla nostra pelle, i fremiti della nostra scelta reciproca di condividere il tempo, nell'unica direzione possibile. Verso quella serenità raggiungibile al più presto. Senza limiti di felicità.
Dando il senso unico ad una vita spesso incomprensibile, alla quale proviamo a spiegare che la gioia, la volontà di creare meraviglia e stupore le conosciamo bene. Perché diamo alle nostre sensibili possibilità, l'opportunità di farci conoscere per quello che siamo e che inifinitamente riceviamo dai loro occhi buoni, cuori enormi e abbracci sinceri.
Loro. Eternamente innocenti.
Che sono e saranno sempre gli inquilini gentili ed educati di una Casa comune.
La parte buona e profumata del mondo che adoro vivere ed amare.

martedì 15 ottobre 2024

HONORIS CAUSA

Magnifico figlio nostro. oggi sei arrivato alla fine di un percorso accademico lungo quel corso fatto di un cammino triennale, che ha messo alla prova la tua maturità. già provata da un dolore sempre presente e senza giustificazioni. Quella maturità che ha accelerato quel processo di crescita dal quale ne sei uscito assolto e pulito, in quella fedina che proteggi gelosamente nel tuo cuore. Battente e combattente contro un destino segnato che voleva metterti fuori gioco. E tu, hai cambiato quella dichiarazione di guerra, in un segno di pace che ha disegnato sul tuo volto il suo dolce sorriso che allungherà le tue labbra e le tue braccia per accoglierla in ogni momento della tua vita. Quella maturità che hai dimostrato nei tuoi silenzi e nei tuoi sorrisi, nei pensieri e nelle parole spediti in quel NIENTE quando ti chiedevo a cosa stavi pensando. Quella maturità acerba, frutto di una compassione indesiderata e fiore di appassionati ricordi. Petali di un m'ama e di una mamma che ti amerà per sempre. Quella maturità che ti ha trasformato nell'Uomo esemplare che porterà sulle sue spalle forti, il peso leggero e musicale dei tuoi anni futuri. Amatissimo figlio nostro. Non temere di essere davanti ad una commissione giudicante perchè saranno loro che avranno di fronte un Nome ed un Cognome dalla storia importante, che ha avuto il merito di non giudicarla mai finita. Una storia che insegnerai con la potenza delle tue parole, il movimento delle tue mani, la determinazione dei tuoi occhi, la coerenza dei tuoi pensieri. Hai subito capito, da una vita che non si è saputa spiegare, che gli esami non finiscono mai. Perchè sarà la tua ricchezza interiore che acquisterà valore aggiunto da ogni esperienza vissuta, imparando la lezione che ti aiuterà a migliorare la tua vera natura, già buona ed accogliente. Vorrei darti ancora un consiglio, caro figlio nostro. Non esaurire mai la fame della tua curiosità. Ti servirà per esaudire ogni tuo desiderio e regalare puntualità alle tue aspettative. Quelle che non possono più aspettare perchè ti spettano di diritto, senza più rovesci. Ricordati che non sei stato e non sarai mai solo. Mentre io guarderò i tuoi passi da gigante, Lei proteggerà la tua corsa verso tutti i tuoi obbiettivi che saranno il fuoco di ogni tua idea. Un ultimo pensiero. Sai come la penso. Ognuno è principalmente medico di se stesso. Ma adesso che sei diventato "dottore" avrò ancora più bisogno delle tue cure. Terapie salvavita della mia Anima innamorata del tuo essere unico, speciale, straordinario. Congratulazioni, nostro Amatissimo Lollo.

giovedì 15 agosto 2024

PAPA' FRANCESCO

Imparerò a leggere tra le righe delle tue rughe, gli anni di una vita precoce, tolti alla tua adolescenza. Sei cresciuto troppo in fretta senza perdere mai la bussola che ti indicava solo uno sconosciuto Nord. Nel tuo essere un fattore X, hai piantato, nella terra del tuo italiano imperfetto, le radici di un dialetto perfetto. E, a volte, asciughi di nascosto, il pianto amaro e lucano di un lessico che ti fa ritornare in mente quella Basilicata. Casa e chiesa lontana, colpevole ed innocente, per non averti trattenuto, davanti all'offerta di un lavoro necessario, di una Torino, ancora fredda nel suo essere capitale poco umana. Operoso e operaio, hai fabbricato ore stanche e sudate, piene di sacrifici a quel dio denaro che non hai mai pregato, né pagato. Compagno di tante proteste di piazza, hai alzato pugni chiusi come i tuoi silenzi domestici... sarebbe stato più bello aprirli in carezze desiderate ed imprevedibili. Avvolto in una bandiera rossa che non hai mai cambiato, hai tenuto sempre il volto acceso con il colore del tuo sangue ribelle. Hai mandato in fumo migliaia di sigarette nella cenere e nel fuoco del tuo carattere autorevole e fumino. Con quell'aspetto familiare, non hai mai fatto aspettare quei bisogni urgenti della nostra famiglia. Nulla ti ha mai fatto senso, perchè la tua amata natura te ne ha concessi più dei soliti 5... Quello del dovere, della giustizia, dell'onestà e della libertà. Sei un leone che non ha mai avuto una gabbia, morso dalla rabbia quotidiana nel combattere nella giungla di una burocrazia che vorrebbe sbranarti. A volte solitario, trovi compagnia nel mazzo di carte che maneggi meglio di un grande mago, mai pago delle tue vittorie scontate e bellissime. Proprio perchè senza trucco. Hai uno spirito divino, di birra e di alcol. Allo stato puro, come le tue risate contagiose. Un pò Don Camillo e un pò Peppone, sei un credente politico convinto che la mano sinistra debba sempre guidare anche la destra. Fidel al comunismo, mangi i bambini solo con i tuoi occhi profondi ed azzurri. Come quel mare che ti fa innamorare ogni estate. Nella tua rivoluzione che russa ogni ora notturna. Quando i tuoi compagni russi invadono il silenzio del mio riposo. Con quell'aria da duro, viaggi sicuro nella fortezza di un muro. Quello che ho fatto cadere con i colpi del mio cuore. Tutto Tedesco. Sei mio padre ma anche il figlio di genitori che nuotano dolcemente tra le lacrime del tuo mare di nostalgia. Sei le braccia costruttive di una mente istruttiva che avrebbe meritato l'apertura di una scuola migliore, perfetta per la tua intelligenza. Quelle braccia che hanno aggiustato ogni cosa. Soprattutto la mia vita. Quella che mi hai regalato con lo spirito ed il vanto di un padre verso il suo unico figlio.

domenica 7 luglio 2024

CIRCO CASA (UGI)

... Dagli occhi scendono lacrime commosse, mosse e scosse dai petali del nostro fiore all'occhiello. Una dolce Margherita, Regina dei cuori, colorati d'azzurro, battenti e combattenti dei nostri ragazzi. Pazienti pronti in corsia di sorpasso ed impazienti di arrivare puntuali all'appuntamento con la vita tanto desiderata. E noi proviamo, ogni giorno, a bruciare le loro tappe con la paglia che alimenta il fuoco del nostro sacro sentimento. Ridendo e ballando come pagliacci che non saremo mai, nei giochi di gruppo e di un sano divertimento. Leggero nel peso di un vissuto che nessuno di noi ha mai saputo con certezza, trasformato in vivente. Grazie a quella carezza del mercoledi sera. Ci siamo prestati a vivere da giullari sinceri, prestando due ore al nostro tempo e non chiedergli nulla in cambio. Abbiamo truccato i nostri momenti di down, trasformandoci in clown, senza ingannare mai noi stessi. Perchè ci siamo sempre riconosciuti davanti allo specchio di continue risate, riflesse nei nostri visi e impresse nei nostri occhi. Abbiamo alternato la scelta di essere a volte l'Augusto e a volte il Bianco, provando quel gusto di vivere come un artista mai stanco. Con quei nasi rossi, ubriachi di serenità, abbiamo accellerato il ritmo della nostra pigra velocità. Senza limiti di felicità. Nel nostro essere folli senza senno del poi, in quella Casa a forma di noi. Erranti e vagabondi, abbiamo navigato a vista e ad occhi chiusi, sopra quella zattera immaginaria, toccando terra e bevendo l'acqua dolce nelle nostre piccole soste. Noi, isole felici, uniti in un arcipelago prima sconosciuto e poi rifUGIo sicuro. Esploratori volontari, abbiamo più volte barcollato. E se siamo ancora qui, è perchè non siamo mai caduti nella tentazione di uscire di scena. Non abbiamo mai mollato le redini del nostro essere "Cavallini" imbizzarriti e spesso indisciplinati. Ci siamo presi nel girotondo di un applauso finale fatto a più mani. Cresciuti al contrario, siamo tornati bambini perchè in quella Casa siamo rinati ed ogni volta ne siamo usciti più maturi. Abbiamo imparato da un immenso, umile Maestro che la vita può essere affrontata da un "Alto" punto di vista. Appoggiato sui trampoli dal quale non cadrà mai. Lui, che ci ha insegnato a volare lassù, verso quel cielo azzurro-rUGIada che ammirerà i colori arcobaleno del nostro prossimo spettacolo. Il più grande dopo il big bang.

sabato 16 marzo 2024

NATO SOTTO IL SEGNO DEI PESCI

Nella notte sono nato, di domenica era l'una. Già di luce ero affamato, mi bastava anche la Luna. Era marzo, era inverno, di un diciassette qualunque. Del materno amore e del suo latte mi nutrivo dovunque. Ed il padre mio eterno non era un Uomo qualunque. Ho acceso i loro occhi, gli ho allargato i confini. Del tempo, i rintocchi e di una casa, i vicini. Cresciuto da solo, io unico e figlio. Pilota di volo, gli amici il mio appiglio. Legami di ferro e amori di fuoco. Sul cuore mio atterro, mai solo per gioco. Fortuna o destino, mai scaramantico. E' così l'odio cestino, con l'aiuto romantico. Impugno la spada che spacca la roccia. Poi seguo la strada di un sorriso che sboccia. Che sia pietra o di sabbia, la mia spiaggia è stata un miraggio. Che ha trasformato la rabbia in un nuovo coraggio. Quello di amare la vita e chi me l'ha regalata. In discesa o in salita, comunque sia andata. Ed oggi è il gran giorno ripieno d'auguri. E, forse, domani, ritorno ai miei anni futuri.

sabato 24 febbraio 2024

AMORE AL MERITO

Secondo voi è poi così difficile cambiare il mondo? Possiamo, anzi dobbiamo provarci, almeno per quella parte che ci vuole molto competitivi e poco competenti quando si parla di sentimenti. Tutti sappiamo che l'importante è partecipare in qualsiasi rapporto di coppia, ma vincere un Amore da' un'altra soddisfazione. Il premio è la medaglia che non sporca mai nessun tessuto perchè colora d'arcobaleno la parte interna e sinistra del nostro corpo. Non importa di quale metallo sia fatta... Basta che sia pesante al punto giusto per regalare leggerezza alla nostra voglia di amare. E allora creo con la forma della mia scrittura l'unico sogno libero di volare da ogni cassetto che lo vorrebbe rinchiudere. Quello che indica il senso unico di una vita, fatta di molte corse e qualche traguardo raggiunto. Seguendo la strada delle nostre emozioni, che non cede il passo alle fatiche e ai dolori del corpo perchè si concede il lusso di gioie e colori dell'anima. Per tutto il tempo che riempirà la nostra esistenza di gente e di solitudine. E se proprio deve finire, che almeno sia molto vicina all'immortalità, visto che di vita ne abbiamo una soltanto. Meritando quell'Amore che ci faccia vivere per sempre e che non può fare sconti proprio perchè non ha prezzo. E' banale, lo so, e mi assumo tutti i rischi di essere scontato. Un Amore che prima ci toglie il fiato e poi lo restituisce nei respiri che viaggiano felici nel bagaglio di baci ed esperienza. Un Amore che ci spogli dei vestiti fatti con le nostre paure e ci faccia trovare nudi, uno di fronte all'altra, per fare dell'Amore l'unione perfetta di due corpi che desiderano essere esplorati con curiosità e tenerezza. Un Amore che possa avere sempre la forza per trovare coraggio e togliersi di dosso tutte le paure di perdersi. Un Amore che abbia la voce bassa per raccontare ogni momento che non possiamo condividere. Un Amore che sia vero, vivo, vanitoso della nostra bellezza. E quando parlo di bellezza intendo principalmente quella interiore. Panorama universale che possiamo ammirare davanti allo specchio che riflette la luce degli occhi di chi amiamo. Un Amore che scende fino alle profondità di ogni bacio scambiato, atteso, desiderato, sognato. Meritiamo un Amore che riposi la stanchezza, che ascolti i silenzi, che annulli le distanze, che copra l'inverno, che scopra la primavera, che rilassi l'estate, che prepari l'autunno. Un Amore che ci regali fiori freschi e profumi di pensieri inaspettati. Soggetti che saranno del nostro verbo il complemento ed il complimento di ogni frase detta. Che avrà sempre dentro di sè un senso compiuto. Meritiamo un amore che ci faccia partire ogni volta che abbiamo voglia di preparare una valigia, in quel giro del mondo che inizia e finisce nella casa dei nostri sogni. Ci meritiamo un Amore pieno di cose buffe e decisioni importanti. Perchè amare, come saper far ridere, è un impegno estremamente serio. Un Amore che non sia tossico e dipendente dall'aria viziata dal possesso e proprietà che proprio non gli appartiene. Un Amore fatto anche di sesso, anche in eccesso, che porti al successo di piaceri gioiosi e mai proibiti. Un Amore vuoto di un dovere che non esiste perchè è il potere che resiste con la sua forza e volontà di saper cambiare idee e opinioni. Un Amore che eviti gli scontri distruttivi e favorisca i confronti costruttivi, in modo da rendere gli incontri, ogni volta più istruttivi. Un Amore pieno di promesse mantenute e di lettere scritte con parole e fogli che, ormai, non si usano più. Un Amore che sappia corteggiare la nostra felicità con quella magia che l'ha trasformata in qualcosa di semplice e naturale. Senza trucco e senza inganno. Un Amore che sappia chiedere scusa senza inventarle. Un Amore che sia fatto anche di gelosia ma di quella bella, sana, sincera e gentile. E che soprattutto non sia mai una gabbia fatta di rabbia. Un Amore dal quale non dobbiamo mai difenderci, anche se ha già abbattuto ogni nostra difesa. Che sia onesto nel riconoscere ed ammettere i nostri errori ed i nostri sbagli. Che ci insegni ogni giorno a non riempire i vuoti ma a completare gli spazi. Che sia talmente dolce da lasciarci l'Amore in bocca tutte le volte che parliamo di Noi. Un Amore fatto della luce dei nostri occhi innamorati, che ne hanno viste tante, ma in fondo hanno guardato solo Noi. E lo hanno fatto per sceglierci.

venerdì 22 settembre 2023

AMORE E PSICHE

... Se vivi d'istanti non siamo poi cosi distanti... disse il sentimento alla ragione. ... Agisci d'istinto in ogni tuo pensiero distinto... rispose la passione al pentimento. Cervello e cuore, da sempre in guerra per Amore, minano la pace dei nostri sensi. Il primo pensa distratto mentre l'altro pesa l'astratto. Armati sui carri di una buona volontà, giocano in un Risiko fisico, rischiando poco e raschiando molto. Organi disorganizzati, si vestono spesso con noiose abitudini, quando, invece, dovrebbero spogliarsi delle vecchie inquietudini e ricoprirsi per nuove altitudini. Io consiglierei loro un'alleanza. Che sia matura in duratura e sicura in muratura. Scambiata nel segno di pace che non provochi incidenti e litigi lungo il percorso dei destini incrociati. Evitando quei danni permanenti ai nostri anni più belli. Provando a mettersi d'accordo, amichevolmente, sullo stesso piano. Che sia anche inclinato, purchè in linea con le condizioni dettate dalle nostre emozioni. Quelle che non ci potranno rifiutare perchè faranno rifiatare tutti i giorni affannati a rincorrere la felicità. Madre gelosa e morbosa di un Amore nato e cresciuto sopra un terreno morbido. Concepito sotto un firmamento sereno e mai torbido. Pieno di incontri e vuoto di scontri. Che viva nello spazio del QUI e nel tempo dell'ORA. Facendo credito alla nostra età e lo sconto a quei meravigliosi occhi che ci chiederanno quale sia il prezzo da pagare per essere amati. Pesando e pensando parole d'ordine che possano aprire le stanze di un cielo condiviso. E metterle volutamente in disordine con le tempeste della passione. Correndo ogni distanza che riavvicini due anime fragili e farle vivere dentro corpi più agili. Da maneggiare con la cura dei dettagli. Sofferti nei tagli sulle mani e sbagli sotto i piedi. Fatti di sguardi e parole, silenzi e musica, occhi e bocche, braccia e gambe, lacrime e risate, piacere ed attenzioni. L'importante è camminare insieme nei passi di scarpe anche slacciate, ma legate alla vita. Componendo dolci rumori, alti nei toni, fra gioie e colori. Tuono e frastuono, vivranno nel suono che sarà sempre buono. Perchè l'Amore va vissuto giorno dopo giorno, nell'eternità di una certezza e non nella vanità di un mito incompiuto. Per tutti noi intransigenti ed esigenti di dolcezze e di carezze. Che abbiamo bisogno di chiarezze per uscire dal tunnel di un Amore oscuro. Perchè in due siamo altrove in ogni dove. L'Amore è una vittoria e un dono e non potrà mai essere il perdono per quello che sarebbe potuto essere. Cuore e cervello, feriti solo nell'orgoglio, chiedono una pausa per giustificare la causa di questa guerra... Il cuore, agitato, ha preso gli appunti per scrivere in fretta il libretto delle istruzioni per nuove costruzioni. E il cervello gli spunti per strappare i fogli delle possibili distruzioni e probabili distrazioni. Non metteremo loro nessuna fretta. Quando saranno pronti, batteranno un colpo. Questa volta all'unisono.

giovedì 29 giugno 2023

IN AMORE VERITAS (Marco e Cristina)

Il mercato del cuore è aperto tutti i giorni. La vostra domanda di felicità si sposa perfettamente con l’offerta di fedeltà alle vostre promesse. L’Amore, commerciale od esclusivo, usa sempre due pesi e due misure sulla bilancia difettosa della vita. Cuore e cervello vanno incartati separatamente, dopo il taglio netto che lega l’affetto alla razionalità. Il prezzo da pagare non è mai troppo caro, perché carezze e fiducia non si possono comprare. Di questa vita spesa a riempire di serenità le vostre giornate, vi piacerebbe capire come firmare questo contratto e, soprattutto, come rispettarlo fino in fondo. Potrei darvi un piccolo suggerimento… Si nasce Soli ma non per questo dobbiamo pretendere che il mondo ruoti intorno a noi. Una ruota da sola fa poca strada e allora cresciamo con la voglia di condividere il viaggio con qualcuno che guidi per noi anche quando siamo stanchi. La destinazione non la possiamo impostare, perché è il destino che ha già segnato il percorso. Dovrete essere bravi a disegnare il paesaggio dei vostri anni futuri, colorando i giorni grigi, sfumando i giorni accesi, incorniciando i giorni felici. Gli innamorati come voi salgono sul carro dei vincitori portando sempre una ruota di scorta. Che non vuol dire sia l’ultima. Quel carro, fatelo volare lassù nel cielo, come fosse una grande giostra. Senza mai scendere. Avrete le fedi della vostra religione di una vita condivisa e legata negli anelli, scambiati nell’impegno di un Io che si allarga al Noi. Contate su di voi e sulle dita delle vostre mani le impronte lasciate dalle vostre confessioni. Mai tradite perché fedeli all’immortalità. Prestate il volto agli occhi dell’altro senza chiedere nulla in cambio. Accendete quel fuoco che brucerà la vostra pelle e alimentatelo con il vento della passione e con i soffi del cuore, ancora gonfio della vostra aria fresca e profumata. Trasformatevi in maghi e mettete tutte le carte sul tavolo, cambiandole con le vostre regole. Meno solitari e più coppia. Che scoppierà di gioia con i figli che, un giorno, verranno. Quelli che firmeranno con il loro sangue, che poi è anche il vostro, il patto con l’eternità. Siete una famiglia reale perché avete coronato il sogno di amare le vostre esistenze. Senza resistenze e senza tentazioni ai cambiamenti del tempo che convive con voi già da tempo. Con la leggera sensazione, bella e netta, di averlo fermato nel giorno del vostro incontro. Buona vita e godete di ogni attimo vissuto insieme. Sarà la risposta migliore alle domande più complicate che l'Amore possa fare ai dubbi fugaci e all'inconscia paura di perdervi.

lunedì 19 giugno 2023

rifUGIamoci! (Radio Ugi Party)

Azzurro... In questo pomeriggio di sole, l'azzurro che ci ha circondato non è mai stato troppo. I mille colori, viventi e vivaci, hanno dato voce ai nostri cuori... già caldi del calore umano accesso dai bambini e dalle loro famiglie. Il verde dell'erba ha dato il via libera ai sentimenti, bloccati nel traffico delle emozioni. Uomini e donne di buona volontà, si sono offerti come volontari per rispondere agli interrogativi di una vita, a volte, incomprensibile. Ma la saggezza e l'ingenuità dei bambini e ragazzi ci hanno aiutato a rispondere alle offese che hanno subito, con le difese che hanno imparato. E che ci hanno insegnato. Un semplice sorriso condiviso. Abbiamo dato e ricevuto baci ed abbracci, buttando maschere e mascherine oltre il vecchio ostacolo di risate contagiose. La musica ci ha messo le note giuste perchè nessuno è stato fermo nella decisione di danzare insieme. Ci hanno dipinto le facce, le braccia e l'anima con l'arcobaleno della spontaneità. Dopo la pioggia di una commozione ben nascosta. Abbiamo spogliato i nostri occhi della diffidenza e, nudi e senza vergogna, abbiamo trasmesso fiducia e confidenza. Abbiamo fatto giochi di luce, tra le ombre di alberi e persone. Quelle stesse ombre che non si sono mai staccate perchè hanno avuto paura della nostra audacia e determinazione. Abbiamo estratto dal suolo e dal suono, materiale prezioso che ha aggiunto quel valore, già ricco, al capitale umano. Abbiamo ballato, abbiamo sudato, abbiamo riso, abbiamo ascoltato, abbiamo parlato, abbiamo mangiato. E non abbiamo mai scherzato raccontando al mondo che UGI è una cosa seria. La nostra causa, giusta e buona, che non perderemo mai di vista. Il nostro effetto, immediato e perpetuo, nel rapporto d'affetto con i "nostri" ragazzi. Perchè il loro sorriso ci farà toccare sempre un azzurro sospeso... Tra il cielo della leggerezza e il mare della solidarietà. Rispettando l'unica regola non scritta... Vietato smettere di sognare.

sabato 3 giugno 2023

MAREFUORI

Sordo ai sofferenti lamenti di un'estate terminale, mi sento prigioniero dei miei pensieri volanti. L'orizzonte cattura il mio sguardo che, come Medusa, mi trasforma nella statua di una libertà forzata. E' un preserale con molte forme ma con poca sostanza. Vedo il sole che scende lento e crea un tramonto silenzioso e rispettoso dei miei profondi sospiri. E lentamente sale un dolce tormento che non ha sapore. Tremo con brividi leggeri, tra i colori sfumati di un cielo infinito, che disegnano lividi scuri sulla mia pelle nuda. Fremo e mi agito nel vagito di parole senza consonanti. Fermo sui sassi ed impietrito nei passi, premo sul freno con la mano e con il mio cuore battente, tirato qua e la. Che si frantuma in sconfinati pezzi di vita. Prego le onde di continuare nei tentativi perpetui ed ostinati di toccare la terra che si fa sabbia. Con l'acqua che rinfresca la sete di corpi sudati e modella la corrente di pesci affondati. Gli occhi stanchi hanno ancora la forza di riposare le mie ore notturne smarrite nell'universo stellato. E così inizio a sognare e metto a soqquadro questo quadro dipinto. Navi e barche. Sabbia e castelli. Palette e secchielli. Bambini e genitori. Costumi e bikini. Gelati e birre. Chitarre e canzoni. Falò e baci. Promesse e tentativi. Farò e sarò. Amori ed eternità. Vento di aquiloni e bagni di onde. L'inverno ancora non esiste. E anche se dovesse arrivare non può rovinare tutto questo. Mi sveglio all'alba di un timido sole che si specchia nel riflesso pallido di una luna timida e vanitosa. Il mare è tranquillo ma, in fondo, la sua acqua cheta è lo specchio che riflette la mia inquietudine. Apro la gabbia alla mia rabbia, lasciandola libera di abbracciare il dolore al tempo delle sue ore lontane. Che si presenterà, improvviso e silenzioso, nel calendario di uno svogliato ritorno. Paziente ed in attesa dei prossimi giorni. Lunghi e distesi sui divani invernali. Freddi e contesi dalle noie infernali.

giovedì 11 maggio 2023

L'ETA' DELL'ORO (G-OLD)

Poca carne vive e vegeta intorno a quelle fragili ossa. Dentro un corpo da maneggiare con cura e da massaggiare senza la paura di romperlo. Con mani piene di carezze e parole condite di dolcezze. Nel saliscendi di una pelle increspata dalle tempeste della vita e bagnata dal mare piatto dei loro silenzi. Quei visi sdentati di sorrisi stentati, tentati da antiche nostalgie. Vissute nei racconti in bianco e nero e scritte sui calendari di carta. I vecchi, lenti nei passi di un'abitudine e fermi come i sassi di una solitudine sono i veri badanti di una vita sofferta. L'unica che li aspetta e rispetta le loro lacrime, che provano a nascondere dentro un fazzoletto di seta. I vecchi, anzi gli anziani, che molti vogliono rottamare. Forse rotti è vero, ma ancora con tanta voglia di amare. Animali o persone che siano. Facchini distrutti dal peso di anni che non sopportano più e cecchini distratti che non sanno come ammazzare il tempo. Gli anziani, sempre infreddoliti e stufi di domani senza futuro, si accontentano di sopravvivere ad un altro oggi. Uguale a ieri. I vecchi, occhiali spessi e sguardi lucidi... e nessuno sa se di rimpianti o cataratte. Schiene curve e spezzate da lavori che nessuno vuole fare più. Teste basse e curiose tra i rifiuti che la società produce. Diffidenti ed insofferenti di fronte alla nostra sfrontata indifferenza. Vecchi saggi, incompresi e compressi tra il poetico dire antico "ai miei tempi..." e l'etico fare dei nostri tempi moderni. Si appoggiano sui bastoni di una vecchiaia malata, sorda alle loro richieste di una compagnia vivente e non solo vissuta. Legati a malinconie con nodi solidi che si sciolgono in pasti liquidi ed evaporano in amnesie gassose. I vecchi. Cappelli di lana, giacche lise e gonne lunghe. Eleganti nel loro stile retrò, elefanti di memorie lontane, topolini e cavie di medicine quotidiane. Dischi rotti che non ascoltiamo più. Brontolii e lamenti intrecciati nelle cantilene ripetute all'infinito. Ancora noi, ignari della loro sapienza perchè non sappiamo più leggerla tra le rughe della loro fronte consumata. I vecchi, aggrappati alla vita con mani piegate come artigli, mangiano poco perchè hanno solo fame d'affetto delle loro prede preferite. Nipoti e figli. Loro, sempre alla ricerca di monetine per una piccola spesa, non risparmiano critiche ai "diversamente" giovani e alle loro speranze. Soli ed eclissati, splendono di luce riflessa, o di una Luna appesa o di una tv accesa che li non fanno dormire. Insonni, vagano nelle riflessioni confuse tra sbagli e sbadigli. Seduti su panchine e divani, dentro bar e chiese, tra giochi di carte e preghiere di rosari. Sacri e profani tra un padrenostro e una bestemmia. Ma il tempo non è sempre denaro. E' soprattuto l'avaro che non fa sconti a nessuno. Perchè, anche noi, diventeremo vecchi e cristiani, pregando per nuove visite. Felici per quelle di cortesia, impauriti per quelle mediche. I vecchi, che ritornano bambini e ci vengono incontro. Solo per il gusto di ascoltare una storia dal lieto fine. Balsamo che laverà la nostra coscienza e renderà più soffici i loro capelli bianchi. L'anziano è cosi. Vive discreto e sopravvive nell'ombra. Assorto, con la paura di arrivare da solo nel porto del suo ultimo viaggio. Sarà un giorno temuto da questi angeli senza ali, quando voleranno altissimi, liberi e leggeri. Ma noi saremo con loro, stringendogli le mani. Per sempre sani e salvi nelle nostre memorie fotografiche e istantanee. Colorate da istanti eterni ed indelebili. I vecchi. Navigatori esperti che indicheranno, alla nostra vita, l'unico senso percorribile. E finalmente, guardandoli con il cuore, capiremo che l'essenziale è invisibile agli occhi.

mercoledì 26 aprile 2023

L' AMORE VA OLTRE...

21 grammi. E'il peso di ogni anima, che anima il corpo nel quale è rinchiusa. Sfruttatrice delle nostre emozioni, è lei che fa battere il cuore sulla strada scivolosa della felicità. Spesso scontenti, non riusciamo a metterla in pace perchè la guerra del cuore si accontenta di cause leggere. Noi, troppo morosi in questo tempo in affitto e poco amorosi nelle relazioni d'affetto. In effetti, siamo strani... sogniamo il grande Amore stabile e poi viviamo di piccoli umori variabili. Eppure chi di noi non ha mai avuto il cuore in ostaggio senza aver voglia di pagare il riscatto? Quando siamo rapiti e finalmente capiti da un nome e cognome. E' quello il tempo immortale dove le nostre braccia si allungano verso una faccia sincera e si stringono per lasciarci andare oltre un sospiro onnipotente. Affiatati e felici, prendiamo fiato per soffiarlo dentro baci soffici e volare in alto insieme al vento di un caldo respiro. Con la testa persa tra le nuvole e la ragione dispersa tra le favole. In quel viaggio incosciente cambiamo la marcia ed il senso della nostra coscienza. L'unico diventa doppio. Ieri l'Io, oggi il Noi. Abbiamo occhi per vedere nell'aldilà di un piacere concesso, che fa senso ad un "dovere" senza emozioni. Stiriamo capelli di seta che ci scivolano tra le dita e profumano di passione proibita il frutto dolce di un incontro tanto atteso. Abbiamo bocche affamate che chiudiamo nel silenzio di baci umidi e caldi. Che combaciano perfettamente l'incastro di due volti capovolti. Siamo corpi che si fanno gli anticorpi nel gioco del dottore con il suo malato immaginario. Siamo modelli nella forma, la sostanza ed il contorno di chi ci ha preso le misure. Diamo vita e ne rubiamo un pò a quel perfetto conosciuto che ha asciugato le nostre lacrime e ha riconosciuto i nostri silenzi. E diamo fiducia a chi assolverà le nostre confessioni e fedeltà a chi custodirà i nostri segreti. Cotti e mangiati da chi ha il sapore di risate semplici e l'odore di sguardi complici. Mai preziosi con chi arricchisce la nostra vita senza chiedere nulla in cambio. Studenti fuori classe per chi ci insegna a vivere senza tante spiegazioni. Sarti e stilisti anche per chi ci ha strappato lacrime e pelle e ha sporcato di trucco un pallido inganno o un abito comodo. Sognatori insonni, per lei o per lui che tengono sveglia la nostra notte, strappando vecchie regole e nuovi sorrisi. E hanno aspettato con noi l'albachiara di un altro giorno insieme. Perchè anch'io, come voi, credo che l'Amore esista e resista all'usura del suo prezzo. E non importa renderlo eterno. L'importante è conservare nel cuore un frammento della sua eternità... Ci servirà per tutto il tempo in cui saremo ancora amati ed amanti.