martedì 15 giugno 2021

NO PERDITEMPO

Fedele come un cane affettuoso, ho sempre avuto fiuto per gli affari di cuore. Anche se precario e disoccupato, ho lavorato tutti i giorni per assurmermi definitivamente le mie responsabilità. Contratto anche nei pensieri, ho inseguito un contratto per un collocamento che facesse di nuovo centro per il mio prossimo impiego. Ho cambiato aria, non per sparire ma per respirare un nuovo profumo di donna. L'ha portato con se il vento del cambiamento, che ha creato scompiglio nei miei passi incerti e nei suoi capelli ribelli. E cosi sono ripartito verso la meta di uno splendido viaggio... ieri miraggio di sogni deserti, oggi coraggio nei tuffi del cuore. Oltre qualsiasi ostacolo. Da sempre passeggero distratto, avevo perso la speranza di ritrovare i miei occhi che non erano più nello stesso posto dove li avevo lasciati. Li ho però ritrovati nell'unico posto nel quale non avevo cercato. Quel posto nel mondo che aspettava solo me per essere scoperto e riconquistato. Un posto fisso dove gli orologi non esistono, perchè il tempo, indeterminato, si è fermato per sempre.

lunedì 31 maggio 2021

LO SMEMORATO DI COLLEGNO

Navigatore difettoso e distratto, perdo spesso e volentieri il segnale di pericolo nello spazio di satelliti che ruotano, panoramici, nella mia testa, sistematicamente su un altro pianeta. Anche se nato sotto il segno dei pesci, non sarò mai sano in quella mente che, in verità, mente spesso al mio corpo, sempre in guardia e poco diplomatico. Mi sento legato alla vita per la vita, libero nell’impazzire di gioia, urlando al cielo MAIUNANOIA! Nella mia camicia bianca, avrò la forza di volare, lassù, su nidi di cuculi a cavallo del manico(mio) di una scopa magica, elettrica e scioccante. Ed io che pensavo di essere super, ho capito che non sarò mai normale, perché, già nella parola, il minore del male è il suo meno. Al più preferisco essere un diesel. Essere folle è uno Stato di necessità che non ha frontiere ne confini ed io, da sempre apolide, ho ottenuto il suo passaporto. Andare in folle è fonda-mentale per togliere la marcia disciplina di una guida sicura, lungo percorsi già tracciati da altri. Il matto dentro di me mette in scacco il mio essere, sempre umano, molto animale, mai vegetale. Squilibrato è il mio aggettivo preferito, per me, equilibrista, sempre sul filo del rasoio. Caldo e stufo di non essere identificato, mi sento alienato nel mio IO, molto extra e poco terrestre. Missionario spaziale, sono un Lunatico che non punta mai l’indice al gradimento, e, spesso solare, guardo la Luna che, come me, non mostra mai il suo lato oscuro. Sono irragionevole quando do ragione ad un torto subito nella constatazione di un’amichevole scontro a fuoco, lento e mai fatuo. Mi do dello scemo e più scemo quando leggo e non voglio capire. Pagliaccio dell’errore, sono un mattacchione eterno, crazy e crasi della mia anima matta da secchione. Da sempre non violento, sono diventato un picchiatello per le botte, piene di vita che ho preso ed ho restituito vuote. Passionale, ho preso al volo le mie occasioni, sciroccato nel vento delle mie emozioni. Buontempone imprevedibile e variabile, prevedo sempre il tempo migliore per uscire... soprattutto di testa! Esco spesso fuori sul mio balcone che, insieme alla mia testa accoglie, raccoglie e spedisce altrove i miei sguardi sognanti. Scosso, ho la memoria corta nel corto circuito di nervi scoperti ad alta tensione e profumati al fior di pelle. Ho sempre la pazza idea di mettere in gioco la mia vita con la carta bianca e matta di un re positivo e contagioso, con la corona e senza virus. Come una Furia pazzesca, surfo nel mare aperto della mia fantasia galoppante. Sono matto come un cavallo con la febbre di vita che sale all’altezza dei miei piccoli brividi… quelli che prima fanno tremare la fronte della mia salute mentale e poi mi lasciano, statico e dinamico, nell’equilibrio sopra la follia...

lunedì 3 maggio 2021

D'AMORE E DI ACCORDI

... laggiù, dove finiscono le tue dita incomincia la tua inseparabile chitarra, oggetto strumentale di ogni tuo desiderio. Hai toccato le corde giuste di un cielo capriccioso, nel lampo fulminante dei tuoi passi, spediti oltre le colline. Hai puntato l'indice d'ascolto sulle labbra di un frastuono assordante e hai creato un silenzio che non si può più ascoltare. Nemmeno per gioco. E noi qui, immersi e sommersi nei nostri pensieri, tratteniamo il respiro ogni volta che sentiamo il suono di un telefono. Tanto amato quanto odiato. Hai tracciato una linea, a volte libera di un orizzonte accogliente e a volte velata ombra di nuvole gonfie. Caro Fabrizio, ora fermati un attimo e ascolta, in religioso silenzio, la mia voce, muta e novizia, che oggi ha preso i voti, massimi e segreti, nelle parole che non ti ho mai detto. Sai Fabrizio che il niente di un vuoto doloroso voleva fregare anche me? Il dolore ha contato le mie ore, ma i conti non tornavano, ormai persi e dispersi in giorni malati, sofferenti di mal d’amare. La Malattia, mai sola, ha accompagnato mia moglie in un viaggio senza ritorno. Lei, Daniela, era la mia buona compagnia. Ma lui, l’infame dolore, non aveva fatto i conti con me; io, ladro e gentiluomo, gli ho fregato il suo tempo prezioso, frugando nelle borse dei miei occhi, già sfregati dalle gocce di una futura memoria. Mi sono sfregato le mani ed ho lavato il viso, ieri sfregiato, oggi fregiato con nuovi sorrisi e domani impermeabile ai pregiudizi di diluvi universali. Stanco ed inquieto dopo la tempesta di rabbia ho cercato e trovato un posto al sole, mai più da solo. Come la statua di una nuova libertà. A volte nano e stanco, mi sono appisolato e mi sono abbronzato la faccia di bronzo, colpevolmente sbronzo per l'ennesimo bicchiere che vedevo mezzo vuoto. Cronico ubriaco di vita, ho provato a scrivere e descrivere la cronaca nera dei miei giorni febbrili, letti e sdraiati nel loro eterno riposo. Adesso Fabrizio, finalmente libero delle mie scorie mentali, mi sento ancora radioattivo per fare la cronaca, di nuovo rosa, di quello che abbiamo preparato per te... chilometri di braccia per avvolgerti; ore d'amore per baciarti; pazienza e comprensione per ascoltarti; risposte per dare un senso alle tue domande; parole per dare forma ai tuoi pensieri; lacrime dolci per la gioia nel rivederti; speranza che ci tiene legati alla vita; tempo per ascoltare la tua musica; Ora, dolce Fabrizio, chiudo gli occhi e apro la mente... Mi piace immaginarti mentre parli alla tua chitarra e le chiedi di regalare le sue note al vento. Porti il nome di De Andrè e ovunque andrai, troverai, come lui, l'accordo perfetto tra la Bocca di Rosa, la Ballata dell'amore perduto e la Guerra di Piero. Perchè di guerra, obbiettivamente, non voglio più parlarne. In tutta coscienza. E anche se dovessi incontrarla, la tua anima buona la scambierebbe con un segno di pace. Sei d'accordo con me, Faber?

venerdì 30 aprile 2021

SACRA ROTA (PENSIERI PER LA TUA PENSIONE)

Oggi, hai finalmente raggiunto il tuo limite, ma solo della tua età anagrafica. "Sessanta" deve essere, ricordati che non è un peccato portarla oltre i limiti consentiti. Quel limite che spesso e volentieri hai superato nelle tue parole maratone e nella tua vita, sempre a tutta velocità e a tutta birra. Compagno di un’idea rivoluzionaria, siamo stati medici senza frontiere, quando abbiamo sanato migliaia di vite irregolari. Mi hai accolto in un ufficio minorenne, con una maturità perfetta, promosso a pieni voti. Da domani cercherò di essere ancora più responsabile, nominato d’ufficio ma con la tua fiducia. E adesso? Hai voluto la bicicletta? E ora pedala ancora più spensierato e sereno verso giorni felici. Noi siamo sempre qui e cercheremo lo stesso di mandare avanti il nostro carro dei vincitori…anche senza l’ultima Rota che girerà, per sua fortuna e per il mondo, libera e panoramica. Buona vita!

venerdì 16 aprile 2021

BUON SANGUE NON MENTE

Come sempre presente alle lezioni di vita, mi stavo interrogando di nuovo sul da farsi...
Ho pensato, quindi, di offrirmi volontario per evitare un bagno di sangue perché mi sentivo in vena di fare qualcosa di stupefacente.
E così mi sono svenato per provare a smaltire il tossico rifiuto di perdonare il fato ignorante.
Ho riaperto le braccia alla vita per donare una parte di me a qualcuno che non vedrò mai.
Il mio gesto nobile si è trasformato in una goccia plebea nel grande mare della solidarietà... Invisibile agli occhi.
E quella goccia, dopo altre gocce, farà traboccare il vaso della speranza... Fiorito e sanguigno.
Se il perdono brucia sempre un po' il nostro orgoglio, proviamo a regolarlo nella giusta temperatura delle nostre emozioni con quella goccia che laverà, come una doccia, la nostra coscienza... negli unici 2 modi possibili.
A sangue freddo con la calma dei forti.
A sangue caldo con la virtù dei giusti.



sabato 3 aprile 2021

RAVENSBURGER

Quante volte abbiamo sentito o ci hanno detto che un bel gioco deve durare poco? Messa cosi non fa una piega, ma anche quando il gioco era troppo duro per romperlo io, spesso duro di comprendonio, continuavo a giocare con la mia tribù del buongiorno. Mai immondo, mi sono sempre rifiutato all'idea di essere un solitario e così mi sono gettato nella mischia indifferenziata, mischiando le carte che hanno dato vita al mio giocattolo preferito. Come sempre alternativo, continuerò, con voi, a giocare d'azzardo provando sorpassi contromano, passando la mano sulla mia faccia da Poker. Voglio vedere cosa succede. Ricordo che avete fatto una bella cordata di solidarietà quando ero giù di corda...Coraggiosi, non l'avete mai tagliata e, premurosi, l'avete saltata insieme a me, spesso immobile nelle sabbie mobili di clessidre difettose... a quella corda mi sono aggrappato e l'ho tirata forte senza mai spezzarla, risollevandomi nella morale di questa meravigliosa favola. Ho ripiegato su me stesso la carta bianca delle mie emozioni, sporcata solo dall'inchiostro simpatico di un buongiorno, atteso e mai sottinteso. Alle vostre domande mi sono offerto volontario e volenteroso nel lancio quotidiano di un peso leggero e condiviso. Santi e navigatori, mi avete fatto la grazia prima di leggermi e poi di scrivermi, compiendo il miracolo della mia rinascita. A voi devoto, devo adesso fare un voto di casta e pura riconoscenza quindi covero' unUOVO regalo. Affrettatevi però...per questa offerta non voglio più soffrire ed offro la disponibilità per soli 1000 pezzi. 
Saranno pezzi pazzi, che indosseranno la camicia con la forza di un altro buongiorno,  pezzi d'antiquariato, guardiani del mio passato e pezzi di ricambio, uscieri del mio futuro. 
Pezzi di storia che, tutti sommati, sono stati uguali e diversi, nella somme tirate e sottratte qua e là.
Saranno pezzi meravigliosi e pezzi malinonici, pezzi che mi faranno riflettere nello specchio di quello che ho vissuto, pezzi identici nel loro genere, per ogni donna e uomo che li leggeranno, pezzi brutali dalla forza incredibile, pezzi magici che trasformeranno in baci, i pugni sulla bocca del mio stomaco, pezzi gustosi che daranno il giusto sapore alla portata della mie giornate, pezzi vertiginosi perchè sempre all'altezza delle mie aspettative. 
Distratto sì ma non distrutto, non ho mai trovato le loro differenze e non ho intenzione di cercarle, perché le ho sempre rispettate. 
Ora, finalmente, lasciatemi giore per quel pezzo unico che mi regalerete anche oggi.
Sarà fondamentale per completare il puzzle della mia anima che ha rischiato troppe volte di andare in frantumi.

martedì 16 marzo 2021

TORTA IN FACCIA

Il mio fiume di parole è in piena forma... Scorre lento ed indifferente come il nostro tempo colpevolmente in ritardo ed instabile nelle sue lancette spuntate. E allora continuo a vivere per scrivere e descrivere la storia della mia anima e dipingere la geografia dei miei passi. E' passato un anno da quando abbiamo iniziato a difenderci a zona e per 365 volte ha dato i numeri in questo lotto estratto a sorte. Folle nella sua corsa, con la cadenza di una marcia bassa e maleodorante. Inviato in questa zona di guerra proverò a fare la pace con me stesso e mi ritaglierò lo spazio necessario per rincorrere i miei desideri infiniti. Ho deciso, quindi, di cambiare aria, non per sparire ma per respirare quel profumo buono di libertà, pagata a caro prezzo nella cauzione di una buona condotta, dove il condizionale è ancora d'obbligo. oggi è la mia festa... 47 anni fa mi hanno regalato una vita e con Lei sto camminando con gli errori insegnanti indossando scarpe contadine. Adesso regalatemi voi qualcosa... mi basta un sorriso condiviso. Buttate giù la maschera perchè voglio che il vostro affetto sia, il più possibile contagioso e virale. Nella zona climatica del mio cuore sento il bisogno di ricevere un acceso colore di nuovi messaggi ed un ardente calore dei vostri massaggi per la mia mente inquieta durante questa tempesta. Soffierò sul fuoco delle mie 47 candele per tenerle sempre accese, spegnendo sul nascere nostalgie piccole e canaglie da c'era una volta... Vivo ormai in una zona sismica perchè mi è mancata quella terra ferma sotto i piedi... io che vivrò sempre con la testa, lassù, tra le nuvole perchè in fondo sarò sempre un Pesci fuor d'acqua!