giovedì 19 maggio 2022

LA CASA DI CARTA

Sfatto dopo quell'orribile misfatto, sono caduto da un letto ormai disfatto e ho rifatto il mio tetto con nuove stelle e vecchi desideri. Da sempre bisognoso d'affetto, non ho mai pagato l'affitto al mio cuore fatto a fette da un calendario fitto di nebbia. Moroso di questa vita in vendita, ho ricevuto uno sfratto affrettato e, per non essere più alla frutta, ho dovuto sfruttare le occasioni che mi capitavano a frotte. Così, ho riempito di fretta la mia valigia di cartone con fogli, penne e fantasia, pronto per un nuovo viaggio. Ho preso con me anche il coraggio per mandare a quel paese il miraggio di nuovi giorni felici. Smosso dalle migliori intenzioni, ho smesso di dare carta bianca al mio periodo nero. Sono stato immobile per troppo tempo nelle sabbie mobili dei miei pensieri deserti. Disertore e renitente alla mia mente divisa, travestita da uniforme, ho fatto leva sulle mie forze, marciando a testa alta davanti ai miei obblighi morali. Soprattutto alla gioia di essere un padre. A passo d'uomo ho camminato nelle mie scarpe e sulla mia strada, alla ricerca di un senso che non facesse più senso. In quel tempo di guerra, cercavo la pace dei sensi per mettermi al riparo dalle bombe "intelligenti", piene di fosforo e stupidità e dal fuoco amico di gelide nostalgie malinconiche. Mi sarebbe bastato un rifugio anti apatico e anti panico. Un luogo sicuro nel quale la mia anima potesse ricevere una cura. La migliore possibile per il peggiore dei mali. Impossibile da sostenere a lungo. A volte smarrito ma mai perso, mi sono ritrovato in quello che cercavo. Mi sono impegnato tanto per arrivare qui, protetto sotto portici di una carta in regalo, rumorosa e canterina. Ho pagato un conto salato per riascoltare il canto dolce della sua musica leggerissima, dando il giusto peso ai pentagrammi dei suoi DO RE MI FA SOL. Ho allenato duramente, la mia mente dura per fare quel grande "SalTo" e volare alto, dove il mio pensiero nasce libero e vive libro. Lassù, ho spaziato in quel grande Salone che mi ha accolto, con gran sorpresa. Oval, appunto. Il suo gusto e la sua bellezza hanno arricchito con nobile sapore, il mio umile sapere. Circondato dai suoi volumi, li ho alzati a palla per schiacciare a terra la beota ignoranza. Ed in questo maggio, ho ripulito la giungla dei miei giorni disperati, andando finalmente a tempo con il mio cuore selvaggio e il suo battito animale.

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