giovedì 2 giugno 2022

BUONO DA LEGGERE

Il Salone ha ormai chiuso le sue porte. Ci ha lasciati fuori dal suo tempo e dal suo luogo, in attesa dei fiori che gli porteremo per la nostra prossima visita. Con quella magia senza inganni, ha usato il trucco della sua bellezza per riaprire il portone ai miei ricordi. Intensi, emozionanti, indelebili. Con la stoffa a mia disposizione ho tessuto infinite parole, incrociate tra le bocche scucite e gli occhi curiosi di storie sconosciute. Le nostre. Quel silente sconcerto di un monologo iniziale, lo abbiamo trasformato nel dialogo piacevole di un concerto improvvisato. E abbiamo fatto un bellissimo rumore. Musica per le nostre orecchie. Anche il silenzio è stato protagonista di quella voce sola e fuori dal coro. Che da lassù è stata l'eco dei miei sospiri strozzati. Ci siamo scambiati un segno di pace, nelle strette di mani mature, frutto delle nostre larghe intese. Persi in occhi sconosciuti, ci siamo ritrovati in sguardi complici ed affettuosi. Turista mai per caso, ho viaggiato con la mente tra gli stand by me di un labirinto fatto di libri e lettere, ascoltando il caldo frastuono di volumi e note. Colonne sonore, importanti e vertebrali dei miei giorni lenti, passati veloci, dedicati nelle pagine di una vita che non ho scelto e che sto vivendo a modo mio. Ho raccolto quel filo di voce per riavvolgerlo insieme a quel nastro tagliato dal destino. Ho inaugurato, così, una stagione diversa. L'ho fatto perchè ho chiesto al futuro domande frettolose e, beffardo, mi ha dato in cambio solo offerte freddolose. E alla fine ho trovato, una via d'uscita, grazie alla mia voglia d'evasione nel pagare quel conto, senza sconto. E che, da allora sto scontando. Adesso che vi ho incontrato facciamo il nodo a quel fazzoletto che non voglio usare mai più e facciamo in modo di non perderci più di vista. Figli di un dio minore, proviamo a fare il miracolo di uscire dal vicolo cieco di un'indifferenza che crea solo sofferenza. E sui fogli di do maggiore, ascoltiamo l'oracolo di una dea senza più le sue bende. Perchè le ferite di ogni triste ricordo possono guarire. Basta farle riposare tra le cicatrici dei nostri cuori. A volte pulsanti e a volte schiacciati dagli imprevedibili sbalzi d'amore.

5 commenti:

  1. Bellissimo solo leggendo questi capoverso. Bravo, sicuramente da leggere . Bravoooo

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  2. Grazie del tuo bellissimo feedback! ti abbraccio

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  3. Perché le ferite di ogni triste ricordo possono guarire. Basta farle riposare tra le cicatrici dei nostri cuori..grazie un pensiero molto intenso.

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    1. Grazie a te per la risposta... ne ho bisogno. Ti abbraccio

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