giovedì 17 settembre 2026

L'ULTIMA LUNA (ultimo quarto)

Le ruote che muovono gli ingranaggi del mio cervello non si fermano mai. Girano continuamente nel moto veloce di una rotazione sonora che fa circolare e ballare le mie fasi creative. Ho imparato dalla luna come l'evoluzione della sua rivoluzione intorno ad una terra lontana può manifestarsi in un movimento pacifico. Nelle ore serene in cui ci fa dormire sonni tranquilli perchè non russa. Ho ritrovato sotto gli occhi quell'ora che non riuscivo più a vedere strappando quel velo grezzo di tristezza per ricucirlo in un velo di raffinata dolcezza. Mi sento sottosopra ma riesco a trovare il tempo e creare lo spazio necessario per riallineare l'universo dentro di me. Adesso posso risvegliare la mia voglia di parole nuove. Mia cara Luna. Sei orologio di un corpo che di notte non è più nostro perchè l'anima è di tua proprietà. Impaurita dal dito puntato da chi ti accusa di essere ingiustamente storta. Causa ed effetto del suo cattivo umore. Vigliaccamente nascosto dietro mille scuse. Ignorando che basta chiederle per trasformarlo in un buon amore. Luna regina potente che fa diventare matto quel Re sole prepotente, adorato dalla nostra voglia di libertà che aspetta sulla soglia il permesso per una libera uscita. Luna signora delle pulizie che nasconde la polvere di stelle sotto un tappeto enorme come questo cielo senza nuvole. Luna faro e custode dei nostri promettenti farò, base per l'altezza dei nostri sarò. Luna vigile che regola le maree delle nostre emozioni eccessive. Crescenti nei baci e negli occhi di un amore trovato, calanti nelle lacrime e nel sangue di un amore perduto. Luna rifugio segreto e difesa migliore per i nostri attacchi di panico. Luna roulette che ruota tra il bianco e il nero delle nostre puntate sul banco degli imputati. Rischiando una condanna e la pena che vale sempre tutta la nostra vita. Che non potrà mai essere un niente da perdere. Luna che influenza la salute e la temperatura del nostro essere umani e a volte alieni. Spesso extra e fini terrestri. Luna sfinge sacra e profana che finge un sorriso giocondo. Luna custode e protettrice dei suoi e dei nostri crateri. Entrambi generati da impatti emotivi lasciati da meteore indesiderate. Luna delizia nella voce di pensieri pregnanti e croce nei sussuri di parole preganti. Luna accesa di luce di comete cadenti. Calda nel suono di balli cantanti, fredda nel frastuono di dolorosi tormenti. Luna esotica ed erotica che offre il suo corpo celeste ad un orizzonte pittore che vuole godere con tutti i colori del suo arcobaleno. Luna Park che cattura gli sguardi dei bambini che rilettono l'intimo desiderio di giocare finalmente fuori Casa per vincere una nuova vita. Luna piena di sè che spedisce alle nostre speranze lettere disordinate richiamate all'ordine dai nostri oroscopi letti di nascosto. Luna tana di noi lupi affamati di tenerezza che proteggiamo nella bocca quel tempo che, per un pelo, non perde mai il vizio di ricordarci che possiamo essere anche docili agnelli. Luna nuova che fa dell'uva matura un calice di un buon vino e di un'aspettativa nascitura il camice di un bellissimo neonato. Luna fertile di una terra gravida di piante e radici, lieve di ali e pianti felici. Luna calendario sfogliato durante le fasi della nostra vita che chiamiamo stagioni. Che, come le foglie, cadono e ritornano. Luna mezza e sospesa a metà tra il cospetto di un sole arrogante ed il rispetto di una Terra attraente. Luna di fiele al gusto di un'amara consapevolezza che porta la parola fine ad un pasto non più condiviso, senza ulteriori portate. Luna di miele che sposa la bellezza di un viaggio tra due vite che nascono insieme e si scelgono in ogni nuovo giorno. Quello che adesso vedo spuntare, con le lancette puntate al tempo del mio ritorno sulla terra. Ma prima di partire le dico ancora che è stata la mia modella elegante che ha raccolto con stile il mio bisogno di ascolto e il sogno di essere accolto. Piange gocce di memoria e mi abbraccia alla velocità di una luce che riduce già la nostra imminente distanza. Parto e porto il peso leggero del suo volto raccolto in un silenzio assordante. Mi sento già a terra ma non volto le spalle a chi mi ha regalato ore infinite di calore e colore. Lei che mi ha dolcemente disarmato per combattere ad armi pari contro il freddo del mio tempo notturno. Lei coperta mai corta che adesso si nasconde dietro quel saluto romantico protetto da un'eclissi apparente.

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