lunedì 21 settembre 2026

rifUGIamoci! (Regina Music Fest)

Azzurro. Il pomeriggio non è mai stato troppo azzurro nè lungo per noi volontari determinati a fare del nostro tempo un momento indeterminato da regalare in cui ritrovarsi e riconoscersi. Un tempo sereno pieno di musica, sole, balli, suoni, occhi diversi e uguali nei colori dell'arcobaleno che hanno dato forma e sostanza al senso della vita e della sua esistenza. Siamo partiti da casa adulti e siamo tornati bambini in una Casa sempre aperta, che ha offerto voce e spazio ai nostri cuori in affetto. Azzurri anche loro. Il calore umano di ogni bambino ha scaldato tutta la nostra famiglia riunita che si è allargata per la grande occasione di accogliere la vivacità dei loro sentimenti e raccogliere l'intensità delle nostre emozioni. Il verde del prato fiorito ha dato il via libera ai giochi di gruppo racchiusi nelle bolle di sapone scoppiate con le risate coinvolgenti di sorrisi e canzoni. Il giallo del sole ci ha regalato perle di sudore e saggezza per quelle fatiche leggere che ci hanno insegnato come sia più divertente condividere quel "lavoro" che ci piace fare e proprio per questo non ci ha mai fatto lavorare. Nemmeno per un giorno. Con il rosso del cuore abbiamo colorato labbra che hanno regalato e ricevuto baci, allungati con braccia che hanno raggiunto tutte le stanze di quell'ospedale dagli occhi di vetro. E noi, uomini e donne di buona volontà ci siamo offerti come volontari per rispondere agli interrogativi di una vita severa che a volte non da spiegazioni. Ma la purezza e l'ingenuità dei bambini ci hanno aiutato con i loro amorevoli suggerimenti replicando alle offese che hanno subìto, con le difese naturali che hanno imparato fin da subito. Insegnandoci ancora una volta come quei torti li abbiano resi ancora più forti. Essendo troppo vivaci e cantanti, la musica maestra ha messo infinite note sul registro del nostro comportamento perchè abbiamo superato più volte il limite di felicità. E il tempo variabile di piogge passate non ha bagnato il nostro esplosivo entusiasmo ma è comunque scesa dagli occhi fino all'anima, in una commozione ben nascosta. Abbiamo spogliato i nostri occhi e, nudi e senza timore, li abbiamo rivestiti con la fiducia, la speranza, la confidenza. Abbiamo fatto giochi di luce, tra ombre di alberi e tantissime persone. Quelle ombre che abbiamo dissolto con la luce sempre accesa del nostro rifUGIo preferito. Abbiamo estratto dal suolo e dal suono, materiale prezioso che ha aggiunto quel valore, già ricco, al capitale umano che tutti quei bambini, impazienti di vivere davvero, hanno voglia di spendere. Abbiamo ballato, abbiamo sudato, abbiamo riso, abbiamo ascoltato, abbiamo parlato, abbiamo mangiato, abbiamo cantato. E non abbiamo mai scherzato nel raccontare al mondo come UGI sia una cosa seria. Un mondo a parte. Nel quale possiamo partire senza mai tornare indietro. Un petalo profumato che non potrà mai staccarsi da quella Margherita, Regina di cure. Che coltiviamo dentro una Casa enorme come il cielo che la protegge. La nostra causa, giusta e buona, che non perderemo mai di vista. Perchè nel bugiardino della nostra terapia quei bambini sono la medicina migliore che raccontano la verità delle nostre scelte di stargli vicino. Ed io non smetterò mai di ringraziarli perchè il loro sorriso ci farà toccare per sempre quell'azzurro vivo e vivente. Sospeso tra il cielo della leggerezza e il mare della solidarietà. Rispettando l'unica regola non scritta. Vietato smettere di sognare.

giovedì 17 settembre 2026

L'ULTIMA LUNA (ultimo quarto)

Le ruote che muovono gli ingranaggi del mio cervello non si fermano mai. Girano continuamente nel moto veloce di una rotazione sonora che fa circolare e ballare le mie fasi creative. Ho imparato dalla luna come l'evoluzione della sua rivoluzione intorno ad una terra lontana può manifestarsi in un movimento pacifico. Nelle ore serene in cui ci fa dormire sonni tranquilli perchè non russa. Ho ritrovato sotto gli occhi quell'ora che non riuscivo più a vedere strappando quel velo grezzo di tristezza per ricucirlo in un velo di raffinata dolcezza. Mi sento sottosopra ma riesco a trovare il tempo e creare lo spazio necessario per riallineare l'universo dentro di me. Adesso posso risvegliare la mia voglia di parole nuove. Mia cara Luna. Sei orologio di un corpo che di notte non è più nostro perchè l'anima è di tua proprietà. Impaurita dal dito puntato da chi ti accusa di essere ingiustamente storta. Causa ed effetto del suo cattivo umore. Vigliaccamente nascosto dietro mille scuse. Ignorando che basta chiederle per trasformarlo in un buon amore. Luna regina potente che fa diventare matto quel Re sole prepotente, adorato dalla nostra voglia di libertà che aspetta sulla soglia il permesso per una libera uscita. Luna signora delle pulizie che nasconde la polvere di stelle sotto un tappeto enorme come questo cielo senza nuvole. Luna faro e custode dei nostri promettenti farò, base per l'altezza dei nostri sarò. Luna vigile che regola le maree delle nostre emozioni eccessive. Crescenti nei baci e negli occhi di un amore trovato, calanti nelle lacrime e nel sangue di un amore perduto. Luna rifugio segreto e difesa migliore per i nostri attacchi di panico. Luna roulette che ruota tra il bianco e il nero delle nostre puntate sul banco degli imputati. Rischiando una condanna e la pena che vale sempre tutta la nostra vita. Che non potrà mai essere un niente da perdere. Luna che influenza la salute e la temperatura del nostro essere umani e a volte alieni. Spesso extra e fini terrestri. Luna sfinge sacra e profana che finge un sorriso giocondo. Luna custode e protettrice dei suoi e dei nostri crateri. Entrambi generati da impatti emotivi lasciati da meteore indesiderate. Luna delizia nella voce di pensieri pregnanti e croce nei sussuri di parole preganti. Luna accesa di luce di comete cadenti. Calda nel suono di balli cantanti, fredda nel frastuono di dolorosi tormenti. Luna esotica ed erotica che offre il suo corpo celeste ad un orizzonte pittore che vuole godere con tutti i colori del suo arcobaleno. Luna Park che cattura gli sguardi dei bambini che riflettono nell'intimo desiderio di giocare finalmente fuori Casa per vincere una nuova vita. Luna piena di sè che spedisce alle nostre speranze lettere disordinate richiamate all'ordine dai nostri oroscopi letti di nascosto. Luna tana di noi lupi affamati di tenerezza che proteggiamo nella bocca quel tempo che, per un pelo, non perde mai il vizio di ricordarci che possiamo essere anche docili agnelli. Luna nuova che fa dell'uva matura un calice di un buon vino e di un'aspettativa nascitura il camice di un bellissimo neonato. Luna fertile di una terra gravida di piante e radici, lieve di ali e pianti felici. Luna calendario sfogliato durante le fasi della nostra vita che chiamiamo stagioni. Che, come le foglie, cadono e ritornano. Luna mezza e sospesa a metà tra il cospetto di un sole arrogante ed il rispetto di una Terra attraente. Luna di fiele al gusto di un'amara consapevolezza che porta la parola fine ad un pasto non più condiviso, senza ulteriori portate. Luna di miele che sposa la bellezza di un viaggio tra due vite che nascono insieme e si scelgono in ogni nuovo giorno. Quello che adesso vedo spuntare, con le lancette puntate al tempo del mio ritorno sulla terra. Ma prima di partire le dico ancora che è stata la mia modella elegante che ha raccolto con stile il mio bisogno di ascolto e il sogno di essere accolto. Piange gocce di memoria e mi abbraccia alla velocità di una luce che riduce già la nostra imminente distanza. Parto e porto il peso leggero del suo volto raccolto in un silenzio assordante. Mi sento già a terra ma non volto le spalle a chi mi ha regalato ore infinite di calore e colore. Lei che mi ha dolcemente disarmato per combattere ad armi pari contro il freddo del mio tempo notturno. Lei coperta mai corta che adesso si nasconde dietro quel saluto romantico protetto da un'eclissi apparente.

sabato 12 settembre 2026

DILLO ALLA LUNA (luna piena)

Cammino prendendo al volo ogni mio passo dentro un cielo che posso toccare infinite volte con tutte le mie dita. Con il fiato corto e sospeso tra la gravità per questa mancanza di ossigeno e la forza del mio corpo che ha lo stesso peso della mia anima. Che non ci sia atmosfera sulla Luna è universalmente provato ma in pratica smentisco questa teoria. L'aria non mi manca perchè la leggerezza del mio respiro ne crea una nuova e fresca. Dolcemente compresa dalle mie impressioni senza fiato e mai del tutto compressa dalle pressioni soffiate dall'ignorante fato. Che adesso vorrei trasformasse la mia fatalità in un'affettuosa fata. Riprendo la linea curva di un orizzonte che accoglie tutti i miei vocaboli. Quelli che, in parole mai povere, arricchiscono ogni mio alternativo giorno e buongiorno. Paziente e dottore delle mie clessidre senza rabbia, raccolgo la sabbia del mio tempo prezioso e ne faccio la duna per una nuova faccia della Luna. Ecco com'è cominciato il canto del mio incanto. Mia cara Luna. Sei la figlia senza sonno che aspetta ogni ritorno coniugato al futuro, protetto da una casa famiglia. Sei l'amica di animali notturni travestiti da esseri umani. Che con l’oscurità, si spogliano del dovere diurno e si rivestono con il piacere notturno. Lupi più o meno solitari che, con le luci dell'alba, smettono di ululare perchè cambiano la pelliccia dei peccati mai confessati con la pelle liscia di un'innocenza ritrovata. Luna, ubriaca e sobria di spirito, che brinda con noi ai successi insperati e diventa astemia agli eccessi disperati. Falce di Luna che taglia quel filo che ricuce angosce e speranze date alla luce in giorni attesi o temuti. Che come questi versi possono essere diversi o perversi. Luna distratta che aiuti a disperdere le ceneri dei nostri ricordi smarriti in un sonno sbagliato. Luna discreta e teatrale che apre le porte alla notte e cala il sipario davanti a un giorno passato che chiede il bis ad un futuro prossimo. Luna cassetto di sogni che lasci sempre aperto per fare entrare lo spazio del nostro caos interiore al quale non facciamo più caso. Strano. Luna sorella delle nostre confidenze e delle nostre paure, urlate al cielo o sussurrate in timide preghiere. Luna spaziale nel suo sistema paradossalmente solare che esprimi il desiderio perpetuo di trasformarti in qualcosa che non sarai mai. Custode e protettrice di quella intima tristezza che è proprio di un altro pianeta. Luna satellite che ruota il segnale orario del nostro riposo, sospeso nel vuoto illegale di ogni incubo fatale. Luna rotonda ed enorme nella quale possiamo dare la precedenza a tutti i sensi di colpa che assolvono ogni nostra imprecisa direzione ed istintiva sensazione. Luna contesa in una guerra fredda e lontana che non avrà mai nessun vincitore. Luna accogliente di missioni possibili, avvolgente di una bandiera a stelle e strisce. Luna dolce che si specchia a faccia in giù nelle maree alte e basse create dal suo lunatico amore per il mare. Luna innamorata, che guarda dall'alto i nostri falò estivi, spiaggiati, sereni. Che le fanno compagnia con la musica e i baci di sabbia, resistenti alle nostre autunnali nostalgie. Luna gialla di luce abbagliante che illumina tutti gli innamorati, sdraiati sul loro lato migliore per ascoltare l'eco dei loro battiti. Su quel fianco che non ha spine ma solo rose. Luna gioconda, palla e tonda che fa volare i nostri sentimenti alzando l'asticella dei nostri salti verso l’alto. Luna rossa, che colora quel tramonto tremante che lascerà in eredità ad un'alba chiara, preziosa, inestimabile. Luna bianca di una tintarella color latte, pallida nel suo candore e gelida nel suo calore. Luna nera, gettata nel pozzo dei desideri irrealizzati, nel rifiuto e paura dei sogni di affidarsi al nostro istinto e di fidarsi dei nostri istanti. Insonne come lei, sono comunque rispettoso e riconoscente del suono silente della sua alta fedeltà. Blocco, per il momento, lo scrittore che muove i miei alfabetici pensieri fissandoli dentro un nuovo romantico appuntamento. Lei mi chiede quando potremo rivederci. Il mio arrivederci illumina un sorriso rassicurante che ha già la sua forma. Che mi sveglierà molto presto. Di notte chiaramente.
AlLuna in punto.

venerdì 4 settembre 2026

E LA LUNA BUSSO' (primo quarto)

Vi ho promesso la Luna, è vero. Ma non sarà impegnativo mantenere le mie parole tra le dita, perchè ho dato in pegno l'anima, per la garanzia di riscuotere quel credito verso una vita che ha preferito prendermi a pugni piuttosto che in braccio. L'accoglierò ancora e sempre a cuore aperto, tendendo la mano al vostro pronto soccorso tenendo, chiusa nell'altra, una penna che mi tiene ancora in piedi sul filo di un discorso che non abbiamo mai interrotto. Quello che abbraccerà la circonferenza dei nostri pensieri, legati e spediti nel raggio lunare lungo quei chilometri che non vogliamo mai conoscere per non allungare una distanza a volte ancora dolorosa. Quindi, per tutti voi che avete deciso di imbarcarvi sopra questa mia stessa barca immaginaria, sento il dovere di firmare la mia confessione in questa constatazione amichevole. Scambiando le mie parole con il vostro diritto di conoscere come sia inevitabile l'impatto emotivo tra l'impeto del mio scrivere con i vostri occhi scorrevoli. Passeggeri e lettori ottici di mappe sconosciute. Tutti uniti sopra un mezzo di trasporto che non ha capolinea nè coda e diventa un pezzo unico di vita quando segue il senso dei miei pensieri alternativi. Necessari e preziosi per questa missione lunare. Ecco perchè non dovrò preoccuparmi di sbarcare il lunario. Basterà lasciare le mie impronte digitali sui vostri cuori analogici. Sempre accesi e connessi nel ritmo danzante di onde radio che comunicano con il nostro cervello con impianti e sorrisi e satellitari. Siamo quasi arrivati. Le curve attraenti della luna fanno sbandare l'allunaggio di un atterraggio imminente. Atterriamo e subito sotterriamo la paura che ci accoglie come fossimo una carezza inaspettata. Aspettiamo l'arrivo di una cura necessaria che bussi alle porte del nostro buio interiore per farla prima entrare in quel paradiso terrestre per poi illuminarlo d'immenso. Eccola la Luna. Nascosta dal suo timido splendore, esposta davanti a uno specchio solare mentre riflette su un'abbronzatura impossibile. Seducente ed enigmatica, è la sola risposta che definisce la linea perfetta del suo contorno occhi, color infinito. Un vento leggero muove la tempesta emozionale che spoglia l'albero della nostra vita. Dalle radici di vecchi ricordi fino ai rami di nuovi accordi. La Luna ci dimostra che essere un mostro di bellezza non può spaventare la nostra visita dentro la sua mostra artistica. E adesso noi, con il volto coperto da una sensuale curiosità, siamo liberi di mettere a nudo questa bellissima scoperta. Lei, che indossa solo quella maschera che conosciamo molto bene perchè non ha mascara. Creando la prospettiva di un'illusione che non ha trucco e non inganna. E quando inizierò a scrivere la magia della sua solitudine per descrivere la realtà della mia inquietudine, getterò oltre le stelle, i miei rifiuti ad un destino che ha provato ad inquinare la mia faccia pulita. Fallendo tutte le volte. Ora il mio andamento si muove lento sui miei primi passi che camminano su sassi fatti di una materia che ancora non conosco. Li raccolgo, per studiarne la forma e impararne la sostanza. E nei buchi neri delle mie scarpe dolorosamente usate, ho ritrovato lettere e vocali, consonanti ad un silenzio che non posso più ascoltare. E se voglio continuare questo viaggio e renderlo più saggio, proverò ad alzare la voce alla stessa altezza della mia testa. Mettendo quelle pietre di luna sopra il mio cuore. Che di pietra non è mai stato.