venerdì 4 settembre 2026
E LA LUNA BUSSO' (primo quarto)
Vi ho promesso la Luna, è vero.
Ma non sarà impegnativo mantenere le mie parole tra le dita, perchè ho dato in pegno l'anima, per la garanzia di riscuotere quel credito verso una vita che ha preferito prendermi a pugni piuttosto che in braccio.
L'accoglierò ancora e sempre a cuore aperto, tendendo la mano al vostro pronto soccorso tenendo, chiusa nell'altra, una penna che mi tiene ancora in piedi sul filo di un discorso che non abbiamo mai interrotto.
Quello che abbraccerà la circonferenza dei nostri pensieri, legati e spediti nel raggio lunare lungo quei chilometri che non vogliamo mai conoscere per non allungare una distanza a volte ancora dolorosa.
Quindi, per tutti voi che avete deciso di imbarcarvi sopra questa mia stessa barca immaginaria, sento il dovere di firmare la mia confessione in questa constatazione amichevole.
Scambiando le mie parole con il vostro diritto di conoscere come sia inevitabile l'impatto emotivo tra l'impeto del mio scrivere con i vostri occhi scorrevoli.
Passeggeri e lettori ottici di mappe sconosciute.
Tutti uniti sopra un mezzo di trasporto che non ha capolinea nè coda e diventa un pezzo unico di vita quando segue il senso dei miei pensieri alternativi.
Necessari e preziosi per questa missione lunare. Ecco perchè non dovrò preoccuparmi di sbarcare il lunario. Basterà lasciare le mie impronte digitali sui vostri cuori analogici.
Sempre accesi e connessi nel ritmo danzante di onde radio che comunicano con il nostro cervello con impianti e sorrisi e satellitari.
Siamo quasi arrivati. Le curve attraenti della luna fanno sbandare l'allunaggio di un atterraggio imminente.
Atterriamo e subito sotterriamo la paura che ci accoglie come fossimo una carezza inaspettata.
Aspettiamo l'arrivo di una cura necessaria che bussi alle porte del nostro buio interiore per farla prima entrare in quel paradiso terrestre per poi illuminarlo d'immenso.
Eccola la Luna. Nascosta dal suo timido splendore, esposta davanti a uno specchio solare mentre riflette su un'abbronzatura impossibile.
Seducente ed enigmatica, è la sola risposta che definisce la linea perfetta del suo contorno occhi, color infinito. Un vento leggero muove la tempesta emozionale che spoglia l'albero della nostra vita. Dalle radici di vecchi ricordi fino ai rami di nuovi accordi.
La Luna ci dimostra che essere un mostro di bellezza non può spaventare la nostra visita dentro la sua mostra artistica.
E adesso noi, con il volto coperto da una sensuale curiosità, siamo liberi di mettere a nudo questa bellissima scoperta.
Lei, che indossa solo quella maschera che conosciamo molto bene perchè non ha mascara.
Creando la prospettiva di un'illusione che non ha trucco e non inganna.
E quando inizierò a scrivere la magia della sua solitudine per descrivere la realtà della mia inquietudine, getterò oltre le stelle, i miei rifiuti ad un destino che ha provato ad inquinare la mia faccia pulita.
Fallendo tutte le volte.
Ora il mio andamento si muove lento sui miei primi passi che camminano su sassi fatti di una materia che ancora non conosco.
Li raccolgo, per studiarne la forma e impararne la sostanza.
E nei buchi neri delle mie scarpe dolorosamente usate, ho ritrovato lettere e vocali, consonanti ad un silenzio che non posso più ascoltare.
E se voglio continuare questo viaggio e renderlo più saggio, proverò ad alzare la voce alla stessa altezza della mia testa.
Mettendo quelle pietre di luna sopra il mio cuore.
Che di pietra non è mai stato.
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